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Pubblicato da il 30 Ott 2014 in Le Idee | 11 commenti

Il voto degli egoisti, il non-voto degli arresi. Da leggere solo se interessati a un’alternativa.

votoscambioPIN

Il futuro per Renzi è tornare indietro di 100 anni quando i lavoratori in piazza potevano essere malmenati e non esisteva alcun diritto, se non quello di tacere e a testa bassa accettare quello che “passa il convento”. Sullo scacchiere mondiale l’Italia deve diventare un Paese marginale di manodopera a basso costo. Così la Fiat, che per anni è vissuta con i soldi dello Stato (degli Italiani) potrà continuare a produrre nei suoi stabilimenti italiani, essere comunque concorrenziale sul mercato internazionale e portare i profitti aziendali negli Stati Uniti e quelli personali in Svizzera.

Renzi può fare tutto questo perché ha i voti di 7 milioni di pensionati che stanno bene (7 milioni su 17) e 4 milioni di dipendenti di alto livello nel settore pubblico e privato. In tutto 11 milioni di cittadini che vanno a votare puntualmente e con le idee chiare per tutelare i loro privilegi, infischiandosene del bene della Comunità. E gli altri 49 milioni di cittadini? La filiera produttiva degli artigiani, del settore agricolo, e delle piccole e medie imprese di prodotti e servizi non riesce ad aggregarsi, troppo impegnata a boccheggiare nel proprio spazio di egoismo e lamentela sempre più stretto e angusto. I disoccupati (3 milioni) sono divisi tra quelli assistiti, che hanno il lavoro in nero, e quelli disperati. Entrambi hanno cercato nella protesta di Grillo una chance, così come alcune categorie meno agiate del lavoro pubblico e privato. Purtroppo sono stati annientati nell’animo e perdono sempre più vigore.  Non c’è cosa peggiore che deludere i delusi.

I pensionati, quelli da 500 euro al mese, votano ancora Berlusconi con la speranza di una dentiera nuova, ma lui intanto pensa al suo di sorriso, facendo così buon viso a cattivo gioco con Renzi.

La Lega rimane l’unico sfogo per i piccoli e piccolissimi imprenditori, per quei lavoratori soprattutto del comparto privato che hanno ancora energia da spendere. Per il resto è la resa completa e progressiva di un Paese che vive nella paura e nell’egoismo. Diviso perennemente su tutto, incapace di fare i propri interessi perché si preferisce il “mal comune e mezzo gaudio”. Un Paese in cui 20 milioni di persone, il più grande partito che sia mai esistito se ne sta a casa, non va a votare perché nessuno di questi li convince o gli conviene. Ogni scusa è buona per accettare soprusi e schiavitù.

E quello che è successo a Roma con gli operai di Terni è solo l’inizio.

Intanto nel Paese cresce lentamente e progressivamente il Pin, un aggregato politico, culturale e sociale organizzato che vuole sollecitare un sussulto di coraggio che induca milioni di Cittadini a guardarsi allo specchio, non cercando più all’esterno la responsabilità del proprio malessere, ma accorgendosi che la Società è a immagine e somiglianza dei Cittadini. Dipende tutto da te! Supera l’orgoglio che ti spinge a vedere sempre responsabili “gli altri”, che possono essere i burocrati, i politici o i potenti di turno e mettiti in discussione domandandoti: cosa sto facendo concretamente per cambiare le cose? Quale progetto alternativo ho in mente e che coraggio ho di realizzarlo? Sono disposto a guardare davvero e aiutare chi ha un Progetto Alternativo? Oppure voglio solo lamentarmi perché é più comodo? Se da questa domanda scatta un sussulto interiore, allora sei di fronte ad un primo vero passo verso quella Società migliore che tutti al momento auspicano, ma solo a parole.

Un Progetto Alternativo e organizzato c’è, si chiama Pin e chi ha deciso di smettere di lamentarsi ci sta lavorando quotidianamente, senza il clamore dei media e il loro condizionamento, senza aspettarsi nulla in cambio per se stesso, ma sapendo di essere un tassello decisivo dell’evoluzione prima personale e di conseguenza sociale. Il Pin è un progetto aperto, che vuole una Società capace di mettere davvero al centro l’Uomo e la realizzazione dei suoi talenti, dei suoi scopi autentici, della sua bellezza, delle sue qualità migliori. Qualunque esse siano, purché non nuocciano al prossimo.  È questo il diritto che dobbiamo avere la forza di rivendicare, questa è la sfida del terzo millennio non solo per l’Italia, ma per l’intero genere umano.

Armando Siri

11 Commenti

  1. Il burattino ambizioso Renzi sembra abbia rilasciato queste dichiarazioni a Brescia, dove é stato duramente contestato: «Si è aperta un’opportunità pazzesca, non coglierla sarebbe un errore gravissimo. Se facciamo ciò che siamo in grado, l’Italia dei prossimi anni sarà locomotiva in Europa. Ma bisogna aver coraggio di dire che è finito il tempo dei si farà: ora o mai più. Ecco il senso dell’urgenza che muove me e il mio governo». È quanto dice il presidente del Consiglio, intervendo all’assemblea annuale dell’Associazione industriali bresciani che si tiene all’interno della fabbrica Palazzoli. «Se vogliono contestare il governo lo facciano», aggiunge, senza fare del mondo del lavoro «un campo di gioco di uno scontro politico». «Si affrontino le questioni del Jobs act. Se si vuole attaccare il governo ci sono altre strade, senza sfruttare il dolore dei disoccupati».

    Tutte frasi senza di una persona vuota che non sa percepire il disagio del paese. D’altra parte cosa ci si poteva aspettare da uno che ha carpito la fiducia
    con la “carotina” degli ottanta euro.

    Ci sono persone che ancora hanno delle riserve sull’operato di Renzi, ma gradualmente queste riserve stanno venendo meno, perché passano i mesi, ma risultati non se ne vedono.

    E poi la frase “l’Italia sarà la locomotiva d’Europa” cosa vuole dire?? Vuol dire che c’é qualcuno che da dei diktat, ma siamo sicuri che questi diktat siano giusti? Renzi lo da per scontato!

  2. Il PIN è come un porto in cui si fermano coloro che, rifiutando le acque torbide in cui sono costretti a navigare, non credono ai loro occhi quando scoprono che esiste un approdo cristallino dove si vedono i fondali pieni di vita e di bellezza.
    L’unica condizione per l’attracco è quella di non aver mai ormeggiato in acque inquinate.
    Infatti l’uomo PIN proviene da una estenuante e disagevole navigazione senza sosta. Non ha mai voluto frequentare gli altri porti pullulanti di marinai ubriachi, ufficiali corrotti, prostitute, avventurieri, trafficanti e schiavi. Ha sempre scelto di evitarli continuando a vagare senza meta, disposto a girare in eterno piuttosto che adattarsi al sistema.
    Chi approda finalmente al PIN scopre magicamente che è abitato da persone che hanno percorso le stesse rotte e che perseguono lo stesso orizzonte. Tutti insieme hanno un solo obiettivo: ripulire le acque e restitiuire la bellezza ad ogni approdo nel rispetto delle proprie caratteristiche e individualità.
    Ma come fare?
    L’unica possibilità è quella di rientrare in quel sistema che avevano sempre evitato avendo la capacità di contaminarlo con la forza di una visione lucida e consapevole.
    Uno sforzo notevole! Una impresa che mette alla prova la volontà, la determinazione, il coraggio di ciascuno.
    Ma chi si ferma è perduto. Dovrà solo rassegnarsi a tornare indietro e continuare a vagare nelle acque putride sperando che qualcuno miracolosamente le trasformi.
    Quel “qualcuno” non verrà mai perchè quel “qualcuno” puoi essere solo TU!
    Solo TU potrai ripulire le acque in cui sei immerso.
    Solo TU potrai creare e realizzare il mondo che vorresti. E prima di crearlo devi essere prima in grado di pensarlo.
    Puoi scegliere se prendere o buttare la chiave.
    Se la prendi dovrai lavorare seriamente su te stesso e addestrarti a conoscere ed applicare le modalità creative. Un lavoro che ti metterà a dura prova, ma ti donerà gioia, bellezza e libertà.
    Se la butti vagherai in eterno in cerca di un “salvatore”.
    Come vedi SEI TU LA CHIAVE!
    Buona navigazione.

  3. Anni fa leggevo una rivista alternativa, NEXUS,rivelava i vari piani mondiali e il futuro, bene ci stanno azzeccando alla grande, non so dove condurrà tutto questo ma so anche che vi è da fare un bel lavoro introspettivo per riprenderci in mano le nostre vite: gli insegnamenti e l’educazione familiare e sociale ci hanno tolto energie fisiche e psicologiche allontanandoci da noi stessi e di conseguenza dal nostro prossimo;Grazie Armando, Grazie Salvatore, Grazie Igor a presto

  4. Dispiace che anche tra queste righe compaiano dei commenti rinunciatari. E’ un sintomo della gravità della malattia chiamata ABDICAZIONE, che ci fa deporre la nostra corona di Cittadini Sovrani e di Esseri Umani degni di questo nome (le maiuscole sono volute).
    Ragazzi, questo è fare il gioco di chi ci vuole schiavi!
    Io non trovo alcun beneficio nel lamentarmi e nell’astenermi dall’azione; sento solo un “rigor mortis” avanzare nella mia essenza più profonda. E mi rifiuto di morire a me stessa prima ancora che nel corpo.
    La mia anima si ribella anche se sono stanca e delusa, e mi spinge a combattere. Ma non contro l’altro, bensì contro quella parte di me che ha co-creato questo stato di cose: i miei residui egoismi, le mie residue pigrizie… Io voglio ESSERE il cambiamento che voglio vedere nel mondo, e per questo mi sono rimboccata le maniche e lavoro attivamente con/nel/per il PIN. E, credetemi, questo mi fa sentire ogni giorno più viva e colma di speranza, anche se so che è un cammino difficile! Ma almeno io cammino, e lo faccio a testa alta.
    A ciascuno la sua scelta.
    W il PIN!

  5. Caro Armando,sono un iscritto al PIN di Terni e concordo pienamente con la tua analisi sul comportamento del corpo elettorale italiano. Renzi ha scelto la parte del paese “parassitaria” ancora agiata che consuma la ricchezza prodotta dall’economia reale composta da imprese, artigiani, commercianti, professionisti,ecc.Queste categorie sono state abbandonate e stanno aspettando un MESSIA che risolva SUBITO i loro problemi quotidiani. Se si analizzano le cose si vede che i guai delle imprese con Equitalia sono dati da Iva non versata, Ritenute dipendenti non versate, contributi Inps dipendenti non versati. Quindi da tre SERVIZI che gli operatori commerciali fanno GRATUITAMENTE allo Stato. Pertanto è inutile andare avanti con belle parole e pensieri generici. Ci vogliono fatti e soluzioni tecniche e politiche atte a rendere la vita più facile ai suddetti soggetti che sono la spina dorsale dell’economia italiana.
    Pertanto propongo un X FACTOR delle soluzioni in materia di:
    1) come eliminare il lavoro nero
    2) come eliminare il sostituto di imposta
    3) come eliminare l’evasione dell’Iva e tutte le sanzioni relative
    4) come limitare il ricorso al fido bancario
    5) come deve essere il sistema pensionistico per tutti e non per pochi

    • Carissimo Angelo, la soluzione alla domanda 1, 2 e 3 è la Riforma Fiscale Proporzionale ad Aliquota Unica. Domanda 4: la questione non è abolire il fido bancario ma è poterlo ottenere sopratttutto a condizioni giuste. Per la domanda 5 sul nostro sito internet trovi la risposta in merito alla proposta di riforma del sistema pensionistico. Un caro saluto. Armando

  6. Cosa serve andare a votare lo abbiamo visto tutti nelle elezioni in Scozia. A niente!

    • Mi permetto di dissentire. Andare a votare è un’espressione della nostra volontà, se non ci si va poi non dobbiamo lamentarci di chi e di come ci governano. Certo che bisogna farlo con consapevolezza. Per quanto riguarda la Scozia l’importante non è chi ha vinto ma il fatto che con un referendum propositivo (e non abrogativo come da noi) di poche righe si potesse decidere su un tema così importante mentre qui da noi 1000 parole per non dire nulla…

  7. Condivido

  8. Grazie ancora una volta! Grandi pensieri e veritieri oltremodo:”non c’è niente di peggio che deludere i delusi” e, l’Italia “incapace di fare i propri interessi”. Sono daccordo con tutto quanto e, anch’io di continuo mi chiedo se questo paese è letteralmente incapace di fare i propri interessi o c’è chi trae convenienza da questo? Davvvero non riesco a focalizzare quale sia il motivo vero. Forse entrambi. Salvini continua a sembrarmi l’unico che abbia un sano buon senso e da cui trapela onestà. Ringrazio il PIN per tutto quello che sta facendo, per le sue ampie vedute e per essere l’unica forza politica in grado di portare il Paese a una svolta di alta qualità. Non mi lamento, intanto, ma certo è che a vedere tutta questa inconcludenza, e questi danni e sentire tutte queste chiacchiere vuote, mi fa stare male, non posso negarlo. Ma visto che non è questa la soluzione, parto da me, cercando di pensare e comportarmi sempre come meglio posso e cercando di “espandere” il PIN, ancora, come meglio posso. E’ l’unica luce in questa “melma nebbiosa”. Grazie con tutta l’anima.

  9. Sono pienamente d’accordo noon possiamo dare la colpa a questo o quello se cambio io tutto ciò che sta attorno a me cambia provare per credere