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Programma Nazionale

 

  • Riforma del sistema scolastico ed educativo: il progetto di costruzione di un’Italia Nuova deve fondarsi necessariamente su una radicale riforma del sistema scolastico ed educativo. Attualmente la scuola si limita a declinare il concetto di educazione come mera acquisizione di nozioni, intende creare esperti che possano garantire la prosecuzione della tradizione, del sistema così come abbiamo imparato a conoscerlo. Si può infatti essere esperti solo di ciò che già si conosce e non di quello che ancora deve essere scoperto. Il sistema scolastico in Italia e, più in generale, nei cosiddetti Paesi industrializzati che si autodefiniscono “civili”, nega di fatto ciò che è stato alla base di tutte le culture antiche, ossia l’affermazione che la via per la conoscenza è sempre dentro se stessi e non al di fuori. L’obiettivo della riforma scolastica del Pin è ritornare al significato autentico del termine educare, nel senso di “tirare fuori” ciò che già esiste dentro ciascun individuo e metterlo al servizio di se stessi e della comunità. Vogliamo costruire una scuola migliore, capace di intercettare e valorizzare i talenti dei bambini, ragazzi e ragazze e dar seguito così all’inesorabile progetto evolutivo di cui l’Uomo è protagonista. Di seguito il link alla brochure illustrativa del progetto di riforma. E’ chiaro che si tratta di una bozza, di un punto di partenza, che richiede il contributo di tutti coloro che vogliano impegnarsi in tale direzione per ampliarlo, migliorarlo e infine attuarlo. Link alla brochure
  • Sovranità Monetaria: la definizione di STATO è: un Popolo stanziato su un territorio che si dà una giurisdizione e una MONETA. Oggi lo Stato italiano è stato privato di uno degli elementi costitutivi dello Stato stesso, ossia la propria sovranità monetaria, che consiste nella capacità di uno Stato di emettere e far circolare la propria moneta.
    La potestà e il diritto di “battere” moneta è stato trasferito senza il consenso diretto dei Cittadini (sovrani) ad un Ente Privato costituito da Banche Private tra le quali la Banca d’Inghilterra, Paese membro dell’Unione Europea, ma fuori dall’Eurozona. Cioè, conserva la Sterlina ma guadagna sull’Euro.
    La BCE, secondo il trattato di Lisbona, è: libera, immune e completamente autonoma rispetto agli Stati membri e i suoi azionisti (banche private) prestano la “moneta” ad interessi variabili.
    Lo Stato Italiano, oltre ad aver ceduto la propria Sovranità monetaria, ha convertito anche il proprio debito pubblico in una moneta privata e lo ha “venduto” a investitori stranieri, perdendone di fatto il controllo e la capacità di rimborso diretto.
    Il debito è stato così trasformato da Pubblico (lo Stato verso i suoi Cittadini) in “ibrido” (pubblico-privato) ed internazionale, con una valuta posta fuori dal controllo dello Stato: l’Euro.
    Il Pin chiede l’abolizione del sistema Eurozona e il ritorno alla Sovranità della Moneta Nazionale, la quale potrà essere valutata sul mercato internazionale in relazione all’effettiva economia reale prodotta dell’Italia, alla sua capacità di essere competitiva nelle esportazioni e al rafforzamento dei propri asset industriali interni, come del resto è sempre avvenuto. La Banca d’Italia dovrà tornare ad essere pubblica sotto il controllo del Ministero del Tesoro e seguire una politica monetaria volta al sostegno, allo sviluppo e al rafforzamento dell’economia nazionale nell’effettivo interesse dei Cittadini e della Comunità nazionale e non al mero abuso o arricchimento personale, come è avvenuto per colpa di politici miopi e arroganti. Questo per garantire la tutela del risparmio di tutti.
    Non dovrà più essere consentito a banche private di poter speculare sulla produzione di moneta ceduta a debito allo Stato. Le banche, come qualunque altro soggetto, potranno disporre di denaro che sarà di proprietà esclusiva dello Stato e circolerà tra i Cittadini a seconda del fabbisogno, della produzione e il consumo di beni e servizi. Il denaro delle banche sarà dato loro in prestito dai Cittadini, aziende o Stato e sarà utilizzato per fini disciplinati da leggi specifiche che dovranno impedire le speculazioni di questi ultimi 20 anni e che oggi si vogliono far pagare impunemente ai Cittadini, arrivando fino al punto di “rapinarli” con l’aumento delle imposte, la restrizione fino al soffocamento del credito al consumo e al sistema produttivo, l’attacco alla casa con penalizzazioni tributarie. Tutto questo nel tentativo di far pagare al singolo Cittadino le speculazioni in titoli “tossici” con cui finanzieri e speculatori a vario livello si sono arricchiti.
    Oggi, come sappiamo, la BCE non sta facendo la funzione di Banca Centrale che eroga soldi alle banche affinché esse le distribuiscano ad imprese e cittadini, ma eroga soldi solo per sostenere le loro attività finanziarie.
  • Rinegoziare i Trattati Europei: occorre mettere in atto il tentativo di nuovo negozio giuridico dei Trattati Europei, al fine di recuperare integralmente la sovranità dello Stato e delle sue politiche. In primis, una normativa priva di influenze e obblighi di ricezione e una moneta gestita dallo Stato sovrano. Nel caso in cui uno o più degli altri sottoscrittori dei Trattati dell’Unione Europea rifiuti il nuovo negozio e, quindi, renda impossibile ogni qualsiasi discussione di modifica, si procederà a norma dell’art. 50 del Trattato di Lisbona al diritto di recesso unilaterale.
  • Separazione tra banche commerciali e banche d’affari: ripristino della legge di separazione tra banche commerciali (risparmio e credito) e banche d’affari e di investimento finanziario, abrogata nel 1999. Tale separazione si rende necessaria per dare nuovo impulso all’economia favorendola con iniezioni di credito da parte delle banche commerciali, che oggi invece vengono dirottate verso attività speculative lasciando a zero l’immissione di credito nell’economia reale.
  • Unioni Civili: solo lo Stato e il proprio ordinamento sono rimasti ipocriti perché, per fortuna, la Società ancora una volta arriva prima e dimostra ampia apertura a una condizione esistente in moltissime famiglie italiane e che aspetta solo di essere riconosciuta come dato di fatto.
    Non si tratta di riproporre il matrimonio in una nuova forma, perché il “MATER MONIUM” , come dice la parola stessa, rimane proprio della condizione di “madre” e della sua posizione e protezione legale da parte dell’ordinamento giuridico di un Paese.
    L’introduzione delle Unioni Civili tra persone dello stesso sesso non toglierebbe nulla a questa posizione, che gode di particolari attenzioni soprattutto laddove assume la forma di famiglia, ovvero creazione per filiazione o aggregazione di un “clan” al quale la nostra Società garantisce forza e dignità. Parimenti, lo Stato non può e non deve ostacolare la libertà individuale che prende forma spontanea nella Società e non costituisce alcuna sottrazione di diritti ad altri soggetti.
    Ciascuno ha il diritto di vedere riconosciuta la propria unione sentimentale e di convivenza, senza alcuna discriminazione.
  • Rivoluzione fiscale con aliquota unica al 15% per tutti: lo Stato può chiedere solo il 15% dei guadagni e non un soldo di più. I dipendenti percepiranno lo stipendio al lordo, senza più trattenute sulla busta paga. Nessuno potrà evadere e tutti pagheranno la medesima aliquota proporzionalmente al reddito percepito, per ricevere tutti lo stesso uguale servizio. Un modo semplice e chiaro di essere cittadini e definire una volta per tutte il proprio rapporto con lo Stato. (vedi “il fisco nell’Italia Nuova”)
  • Nuovo modello fiscale per le aziende: oggi l’imposizione fiscale per le imprese è troppo pesante, con punte del 52% e l’evasione è spesso l’unica possibilità di sopravvivenza. Con il nuovo sistema tutti, comprese le aziende, pagheranno il 15% di imposta sul reddito. Con un minimo di 15.000 euro all’anno per imprese con una fatturato uguale o superiore ad 1 milione di euro. Qualunque forma di frode sul fatturato, in questa nuova situazione “equa” e migliorativa, sarà perseguita e punita duramente e senza sconti. (vedi “il fisco nell’Italia Nuova”)
  • Imposta fissa sul costo del lavoro: il costo contributivo non sarà più proporzionale a salari e stipendi, ma fisso e pari ad Euro 5.000 annui per dipendente (con un contributo del 5,55% al fondo sociale*). A fronte della maggior ricchezza disponibile grazie alla diminuzione della pressione fiscale e previdenziale, le aziende potranno investire in ricerca e sviluppo aumentando la propria competività ed inoltre potranno assumere più dipendenti grazie ad un mercato più economico e flessibile.  (vedi “il fisco nell’Italia Nuova”)
  • Un nuovo sistema pensionistico semplificato ed equo, che riduca notevolmente l’attuale spesa statale. Fatto salvo per le pensioni già maturate, tutte le pensioni di vecchiaia e anzianità verranno portate ad un minimo di 1.000 euro al mese, uguale per tutti, per 13 mensilità. Il nuovo sistema pensionistico a fronte di contributi fissi erogherà una pensione fissa statale uguale per tutti (vedi “il fisco nell’Italia Nuova“). Il risparmio contributivo consentirà a ciascuno di investirlo come preferisce (pensioni integrative, fondi di investimento, immobili, terreni ecc).
  • Tutti gli stipendi e le pensioni saranno erogati al lordo
  • Elezione diretta del Capo dello Stato: lo Stato nell’Italia Nuova non è rappresentativo, bensì funzionale, con precisi ruoli, compiti e responsabilità, e la possibilità per i cittadini di esercitare davvero la propria “sovranità” e di “licenziare” il governo che non funziona in qualunque momento per assumerne uno nuovo. Nell’Italia Nuova non c’è posto per centinaia di assemblee che si riuniscono con decine di migliaia di persone per decidere. Il Presidente è eletto direttamente dai cittadini, si avvale di collaboratori da lui scelti ed è responsabile del funzionamento e dell’organizzazione generale della Pubblica Amministrazione, con tutti i poteri necessari per assolvere agli scopi a lui attribuiti in modo efficace, ma limitatamente ad alcune funzioni fondamentali, ovvero: Giustizia – Difesa e sicurezza – infrastrutture – istruzione – Sanità – Ambiente ed energia – Turismo e beni culturali – Rappresentanza estera.
    Tutti i cittadini, grazie all’introduzione della “carta di identità elettronica” esprimono in ogni momento il proprio parere vincolante sulle iniziative del Capo dello Stato fino a chiederne le immediate dimissioni e indire nuove elezioni. Nell’Italia Nuova lo Stato non interferisce con le scelte private ed individuali di ciascuno, purché queste non contravvengano i principi della Nuova Costituzione.
  • Tassa di ingresso per i turisti (comprensiva di benefit-pedaggi autostradali, visita a musei, mostre, fiere, ecc) ed utilizzo dei fondi per il mantenimento, il ripristino e la tutela del patrimonio artistico, culturale e architettonico nazionale.
  • Abbattimento dei costi statali per almeno 50 miliardi di euro a seguito della ristrutturazione del sistema istituzionale, attualmente basato sulla eccessiva proliferazione della rappresentanza assembleare sia periferica, sia centrale.
  • Riconversione dei posti di lavoro pubblici in ambiti produttivi dello stato (es società per lo sviluppo delle energie rinnovabili) e ricollocamento in ambito di joint-venture pubblico-privato. Valorizzazione di ruoli e mansioni nel settore della Pubblica Amministrazione volte al miglioramento del servizio reso al Cittadino e al graduale aumento degli standard di soddisfacimento. Criteri basati sul merito, sulla qualità del servizio offerto, sulla corretta e leale collaborazione.
  • Uscita dello Stato da tutte le materie di interesse privato e direttamente collegate all’autodeterminazione del Cittadino. Scelte di condizione “famigliare”, della salute, e iniziative nell’ambito della proprietà privata.
  • Riforma della giustizia: autonomia della magistratura “giudicante” elettiva e introduzione del concetto estensivo di “giuria popolare”. Introduzione della figura del Procuratore dello Stato con funzioni di accusa e difesa della Pubblica Amministrazione dinnanzi ai privati cittadini. Funzione esercitata sia in sede civile che penale. Utilizzo più attento della privazione della libertà personale, azione da intraprendere esclusivamente nei casi di grave prevaricazione fisica o omicidio. Introduzione di pene alternative alla reclusione per reati minori, che colpiscano direttamente il patrimonio o i diritti sociali dell’individuo (le carceri sono dispendiose, e chi sbaglia è giusto che paghi, ma non che sia un costo per lo Stato). Introduzione del principio di copertura economica delle cause civili. Chi intenta una causa paga un prezzo giusto che copra effettivamente i costi processuali. La parte soccombente potrà essere chiamata a risarcire la spesa. In sede penale chi denuncia un reato potrà essere chiamato a risarcire le spese processuali ove risultasse l’insussistenza palese del reato.
  • Introduzione dello sportello polifunzionale dello Stato per i servizi ai cittadini. Sede unica, rappresentante tutti i ministeri ed i dipartimenti, presente in ogni provincia. Lo Stato parla una sola lingua comprensibile per chiunque e non rimbalza il cittadino di sportello in sportello, delegando continuamente le proprie responsabilità.

* vedi “il fisco nell’Italia Nuova”