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L’Italia Nuova

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi e nei limiti della Costituzione”. Così recita l’articolo 1 dell’attuale Costituzione italiana. Una Carta che ha rappresentato per quasi 50 anni il compromesso tra le due anime politiche del Paese, i democratici cattolici da una parte e i comunisti partigiani dall’altra.

Quella società nata dalla “sovranità limitata” del popolo in favore della democrazia rappresentativa, del Parlamento, delle Assemblee, dei Consigli, dei Partiti, dei Gruppi, ha deluso le aspettative, è degenerata in un sistema incontrollato di burocrazia che ha invaso come una metastasi tutto il sistema Paese. Quel “lavoro” che si è voluti illudere di poter garantire a tutti, è diventato sempre più una chimera e motivo di lotta, di scontro, di odio e recriminazione. L’errore di voler illudere le persone che bastasse una legge scritta per poter stabilire che saremmo stati tutti “uguali” si è trasformato a lungo andare nella più grande ferita mai aperta nel cuore delle persone, che hanno scoperto sulla loro pelle che la realtà non è quella. Nessuno è uguale ad un altro, ma tutti siamo diversi l’uno dall’altro.

Abbiamo esagerato, tirato la corda e adesso sentiamo che questa si stringe giorno per giorno intorno alla nostra gola con il rischio di soffocarci. Ci siamo accorti che invece di stabilire principi per cui tutti abbiamo diritto a qualcosa, avremo bisogno di una società che concedesse a tutti le opportunità di realizzare ciò che desideriamo, senza pretendersi l’incarico di garantire il risultato per ognuno. Avremmo bisogno di maggiore lealtà e franchezza. Gli sprechi, i costi eccessivi della democrazia rappresentativa, la mancanza di decisioni e riferimenti, il concetto della solidarietà passiva hanno minato le fondamenta dell’intero Paese che rischia di implodere su stesso da un momento all’altro.

Per scampare al declino, abbiamo una sola opportunità: una Nuova Costituzione, che sappia restituire dignità e responsabilità al cittadino, senza illusioni e senza ipocrisia, dando spazio ad un nuovo modello fiscale, un nuovo modello di Stato e di convivenza sociale. Armando Siri, in questo libro affronta il tema della “grande occasione” con un dialogo puntuale, lucido, critico e preciso, ancorché ipotetico con chi oggi può rappresentare l’occasione per una svolta, Silvio Berlusconi. Nessuna esitazione, nessun compromesso, basta promesse. Il vero cambiamento non potrà passare che da un rinnovamento del sistema dal profondo.
Questo è il momento.
O adesso o mai più.

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