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Pubblicato da il 19 Ott 2011 in Dicono del PIN | 1 commento

Il PIN approda a Parma: pronti a candidarsi

Zerosette – Il settimanale di Parma e Provincia | POLITICA 1 – Il PIN approda a Parma: pronti a candidarsi

di  Mattia Mori Il sabato in centro scorre distrattamente, e forse in pochi avranno notato che già due volte dall’inizio di ottobre è statoorganizzato un banchetto informativo del PIN, Partito Italia Nuova. Ma che cos’è? L’ideatore e fondatore del partito è ArmandoSiri, ex giornalista, che due anni fa ha dato vita a questo progetto, proponendosi a Milano come sindaco alle elezioni poi vinteda Giuliano Pisapia. L’idea fondamentale del PIN è la semplificazione dello stato, per favorire un nuovo rapporto con ilcittadino, il quale si assume le proprie responsabilità di fronte ad uno stato che ha invece pochi doveri, chiari e semplici, chefavoriscano, come recita il primo articolo della nuova costituzione da venticinque articoli proposta dal partito, un cittadino:”Libero di autodeterminarsi secondo i propri convincimenti e la propria coscienza”. “Lo stato – precisa Siri – non è una entità eterea, ma siamo noi e ciò che noi facciamo. Nell’Italia del dopoguerra si è invecetrasposta allo stato l’idea di papà e mamma, che curano il proprio figlio, che si abbandona a loro, perdendo certe libertà. Lacostituzione che regge il nostro paese è piena di cose belle ma irrealizzabili, figlia di uno spirito che voleva accontentare tutti,far si che tutti avessero il potere affinché nessuno lo gestisse realmente, perché dopo il fascismo era diventato un tabù. Citroviamo così una costituzione astratta, che non descrive la realtà e quindi mente; di cosa si parla con l’articolo 4, il diritto allavoro? Lo stato deve dare l’opportunità di lavoro, ma non è un obbligo di questo far si che ognuno di noi lavori, perché questoè compito nostro”. L’Italia nuova ha un presidente, che è eletto direttamente dal popolo, e che può essere rimosso in ognimomento, quando la maggioranza dei cittadini ne chiede le dimissioni; questo presidente amministra i campi di competenzadello stato, ossia: scuola, sanità, infrastrutture e trasporti, difesa e sicurezza, ambiente ed energia, turismo e beni culturali.L’Italia nuova ha una diversa politica previdenziale e fiscale, che vede una tassa fissa di un minimo di 3000 euro all’anno, perun massimo di aliquota del 15%, “che è un’aliquota giusta – continua il fondatore del PIN – per cui mi sento felice di fare lamia parte, soprattutto perché vedo immediatamente un ritorno nei servizi. Lo scopo è quello di aumentare al massimo lafascia di popolazione attiva, che oggi è ai minimi storici”. L’Italia nuova ha una giustizia riformata, che si fonda sulla certezzadella pena, sull’eliminazione dell’80% delle leggi ‘inutili’ e su un giudizio rapido e veloce, espresso da giudici «che emettanodavvero una sentenza in nome del popolo”. “In una democrazia vera –continua Siri – il potere è di tutti, e si lavora per il benecomune. Oggi ci troviamo con un sistema multidecisionale che fa perdere tempo, discute su temi che non vanno discussiperché non sono di competenza statale, ma soprattutto un sistema che pesa sulle spalle dei cittadini. Il PIN vuole eliminare i50 miliardi di spese inutili, spese dei sistemi di rappresentanza, dei vari enti che vogliamo togliere, affinché sia tutto piùsemplice e più chiaro, perché siamo studi di discussioni sterili”. Il cambiamento professato è totale, con tanto di costituzionenuova di 25 articoli, “perché quella attuale e astratta e vecchia. Noi vogliamo i referendum propositivi, che portino leggi e nonsolo che le abroghino, affinché sia davvero il popolo a decidere, e non le varie caste e oligarchie, di cui il parlamento èrappresentante”. Ma cosa può offrire il PIN a Parma? “La vostra città sta vivendo, in modo più drammatico, quella che è la crisi della politicaattuale, che è crisi di un intero sistema. Quando sono venuto a Parma ho sentito una forte amarezza, la gente ci è rimastamale per quello che è successo, anche chi appoggiava ideologicamente l’amministrazione, perché c’è in ballo la fiducia. Il PINdice ‘accorgiti che è così’ e soprattutto esorta a partecipare, promettendo ciò che possiamo fare, non l’impossibile”.

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1 Commento

  1. Progetto fattibile…avanti a tutta forza !..insieme