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Pubblicato da il 7 Set 2014 in Le Idee | 5 commenti

Il doppio gioco di Renzi

RENZI-facebook

Quasi un secolo di industria che ha dato lustro all’Italia portandola alla dignità di Paese tra i più avanzati al mondo, resterà solo un ricordo lontano, sbiadito nel sottofondo del disinteresse collettivo o, piuttosto, della convenienza personale che può valere dagli 80 euro in su, a seconda del grado della scala sociale in cui molti colleghi cittadini italiani si trovano. Qualunque sia la cifra per cui questi siano disposti a giustificare certe azioni del Governo in materia economica, a poco potrà servirgli in un Paese che si appresta ad essere sempre più povero e aspro.

Renzi – che è davvero una faccia di bronzo – da una parte fa finta di snobbare il vertice di Cernobbio con i banchieri dicendo che lui sta con chi lavora, mentre dall’altra mette sul piatto della finanza globale l’industria italiana. Il forum Ambrosetti infatti è solo una vetrina per personaggi in cerca di TV e fotografi, un po’ di ribalta e nulla più. Gli affari, quelli veri, non si fanno certo a bordo lago, nel comasco. Si fanno in Cina e mantenendo rapporti stretti con l’India. Infatti è nel suo recente viaggio in Cina e nei rapporti sempre più stretti con la Mittal indiana che Renzi ha dato il suo via libera alla cessione dell’industria dell’acciaio italiana. Al solito. Poco prezzo, tanti favori, e una bella figura davanti agli italiani che si berranno ancora una volta la storia che sono arrivati i salvatori della patria a cui non si può certo dire di no, a meno di non voler perdere il posto di lavoro. Lavoro che, come per Alitalia, da molti verrà perso comunque e messo nel conteggio della spesa pubblica per la quale sottoscriveremo nuovi debiti con la privata BCE, per poi sentirci dire che non siamo in regola con il rapporto deficit-PIL! Ci credo! Da una parte aumentiamo il debito pubblico per sostenere i provvedimenti di cassa integrazione ordinaria, in deroga e gli altri vari”ammortizzatori sociali”, mentre dall’altra svendiamo le industrie che dovrebbero accrescere il nostro Prodotto Interno Lordo. Anche un idiota capirebbe che si tratta di un suicidio organizzato. Certo, un idiota capirebbe, ma forse non uno in malafede come Renzi.

La verità è che l’industria italiana è stata ridotta in questo stato da un sistema fiscale e burocratico che ha fatto di tutto per affossarla seguendo i diktat europei, gli stessi che stanno mettendo in ginocchio la nostra agricoltura, il comparto manifatturiero, quello ittico e tra poco anche il fiore all’occhiello della nostra cantieristica navale.
Siamo il Paese che massacra con più forza il proprio sistema industriale, per poi aiutarlo quando finalmente è in mani straniere. Il caso di Alitalia è emblematico. La compagnia va male perché ha troppi costi e troppi dipendenti. Gli arabi fanno due conti e sono disposti a comprarla solo se si licenziano oltre 2000 lavoratori e si riducono le rotte. Bravi, complimenti! A queste condizioni poteva restare italiana! Così invece i lavoratori in esubero sono rimasti in carico allo Stato e i privati stranieri si sono presi la Società pronta a fruttare utili.
Così succederà anche con Ilva e Lucchini, le nostre due grandi acciaierie, pronte a essere svendute a cinesi e indiani per pochi spiccioli, dopo che ovviamente saranno stati licenziati un bel po’ di lavoratori che finiranno a carico dello Stato, mentre quelli che resteranno si dovranno far andar bene le regole del nuovo padrone. Come al solito non si vogliono trovare le mezze misure. Si è passati così dalla pacchia degli anni ’80 al completo sfacelo di questi tempi. E non è finita, presto o tardi se non ci sarà una reazione forte da parte della cittadinanza, della politica, di quella parte di Società che sente di non voler arrendersi, assisteremo anche alla cessione di Fincantieri e Finmeccanica per mettere la parola fine a cento anni di storia industriale nazionale e prepararci a diventare un Paese marginale di mano d’opera a basso costo.
Caro Renzi, è questo il tuo modo di stare con i lavoratori?

Armando Siri

5 Commenti

  1. Ottimo articolo! Niente di più tristemente vero!

  2. lo sapevamo che renzi e’ peggio di ebola ma nonostante questo ci sono ancora persone che applaudono al venditore di pentole ma quando si sveglieranno gli italiani

  3. Complimenti ad Armando e d’accordo con Alessandra dalla prima all’ultima parola, soprattutto nella parte riguardante la menzogna.
    Sugli italiani che si vendono per così poco,80 euro, nessuna sorpresa:figurarsi,venderebbero la madre anche solo per 80 centesimi.

  4. Che Renzi non faccia il gioco del nostro paese diventerà prima o poi chiaro anche ai più riluttanti. Passata la leggera sbornia degli 80 euro (ma davvero c’è chi si vende per così poco?), prima o poi l’economia sarà ridotta così a brandelli che crolleranno anche gli ultimi baluardi dei piccoli privilegi di categoria, e con essi quelli della grande illusione europeista e mondialista. Rincresce tuttavia constatare che siamo così immaturi da doverci fare così tanto male prima di imparare la lezione. Evidentemente come società nel suo insieme abbiamo bisogno di una simile catarsi prima di evolverci in qualcosa di meglio. Ma “come dentro, così fuori”: se c’è qualcuno che continua a mentirci così spudoratamente è perché noi stessi siamo intrisi di menzogna. La usiamo per pigrizia e per vigliaccheria, per evitare qualche seccatura o come scorciatoia per ottenere qualche vantaggio personale, magari in seno alla nostra stessa famiglia! Come si può fondare una società sulla menzogna? E’ come costruire una casa sulle sabbie mobili, e allora non resta che affondare… Si fa fatica ad accettare tanta dominante meschinità anche quando si ha una visione evolutiva della vita, con la consapevolezza che in realtà, anche se non sembra, stiamo andando comunque avanti. Era meglio che il medioevo fosse stato archiviato, e invece eccoci di nuovo qui nell’oscurità più profonda, ad operare ai livelli umani più bassi con l’unica consolazione di qualche giochino elettronico in più… Poiché sarà difficile che qualche extraterrestre benevolente si faccia muovere a compassione per un’umanità di così scarso interesse e ci venga a togliere dagli impicci in cui ci siamo così entusiasticamente ficcati, tocca ancora una volta alle persone di buona, buonissima volontà darsi da fare e aiutare gli altri ad aprire gli occhi, prima ancora che il Cuore.
    Quindi, ancora una volta, viva Siri e viva il PIN, con tutti i suoi eroici attivisti e sostenitori (me compresa)! Sembrerà una magra consolazione, ma è bello andare a dormire sapendo di avere fatto tutto il possibile anche oggi.

  5. E’ pur vero che gli imprenditori italiani preferiscono vendere a cinesi, indiani ecc, preferiscono portare all’estero i profitti e non reinvestire, non curarsi dei danni che hanno fatto all’ambiente, non hanno più voglia di mettersi in gioco,(a causa anche di tasse e burocrazia) meglio vivere di finanza, dà meno grattacapi! Perchè nessuno di loro si è fatto avanti per Alitalia, Taranto ecc?Per salvare le ns aziende ormai ci sono solo più cinesi,indiani,arabi (ecco perchè Renzi è costretto a rivolgersi a loro!)che hanno ancora spirito d’iniziativa e d’impresa, la ns civiltà industriale sta decadendo..il secolo dell’industria pesante e manifatturiera generalista si sta concludendo (non quella di nicchia e d’eccellenza) mentre i paesi emergenti che vengono da una condizione di povertà investono in questa . Certo il governo Renzi potrebbe di colpo abbassare le tasse agli imprenditori: loro investirebbero o porterebbero i guadagni in paradisi fiscali? aumenterebbero i salari che sono ormai fermi da tempo e “cinesizzati”? E poi come si manterrebbe tutto ciò che è pubblico (sanità, scuola ministeri ecc) nel paese prima di fare tutte le riforme necessarie? Ci si potrà arrivare solo per gradi a smontare pezzo per pezzo ciò che non va nello stato per non creare conflitti sociali, ma intanto i lavoratori di queste imprese devono pur mangiare in questi mesi! Il governo sta cercando di smantellare privilegi, sprechi, ruberie, burocrazia ma si sta trovando davanti muri ecc. Come fai a dire ad un magistrato o ad un burocrate o a un dipendente della Camera che da domani non deve più prendere lo stipendio che gli si dava prima perchè non è un diritto costituzionale ma solo un contratto economico fatto in altri tempi tra lui e lo stato e che tale contratto può e deve essere cambiato perchè in passato i governi hanno dato soldi(in modo clientelare) che lo stato non poteva permettersi di dare?Le ns banche d’altronde non ci danno più gli interessi sul ns conto corrente come 20 anni fa, ce li hanno tagliati e basta e non per questo possiamo gridare ai diritti acquisiti!
    Gli occidentali hanno svenduto il loro “know how” delocalizzando per speculare sul basso costo della manodopera ed ora i paesi terzi ci fanno concorrenza su quegli stessi ambiti.Per l’Italia l’unica spiaggia (e per fortuna ce l’abbiamo) è la ns identità :cultura, storia, bellezze naturali, turismo, talento, moda, agricoltura biologica, eccellenza del cibo e dei vini, artigianato d’eccellenza, il riciclaggio dei rifiuti, architettura e design, ripristino e messa in sicurezza del territorio, energie rinnovabili locali ecc. (quasi tutti ambiti meno imitabili e più puliti dal punto di vista ambientale). E poi non ci sono già solo in Cina (come diceva Il corriere della sera” tre anni fa) piu di 90milioni di benestanti e chissà in India ecc..desiderosi di conoscere l’Italia, la ns cucina, cultura, le ns bellezzze naturali ecc?
    E come sul piano della crescita personale sappiamo che le risorse sono in noi e non al di fuori di noi, così anche in economia dobbiamo fare emergere le ns eccellenze, i ns talenti e le ns peculiarità, cercando di cambiare con azioni positive e non distruttive questo paese