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Frasi di consapevolezza PIN

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Frasi di Consapevolezza PIN

In alternativa le potete leggere online di seguito

Uno sciocco è felice solo quando avviene qualcosa di positivo nella sua vita. Un Guerriero della Luce è felice qualunque cosa succeda. Egli ha preso su di sé la responsabilità per la propria felicità e non dipende più da ciò che il mondo gli concede. Un nuovo partito necessita di Guerrieri della Luce.

L’opera di divulgazione delle idee d’un nuovo partito è necessario venga compiuta dalle persone, non dal partito. Le campagne pubblicitarie che mirano a convincere fanno parte di una concezione oramai superata.
Il PIN estende la sua influenza grazie al passaparola, grazie al desiderio delle persone di condividere un’esperienza che considerano formativa.

L’Attenzione è la qualità che maggiormente si richiede al cittadino del futuro. La capacità di accorgersi di quanto accade dentro di lui e intorno a lui, nella sua nazione. Stiamo parlando di uno stato di costante vigilanza, interiore ed esteriore. La disattenzione invece è il sentiero della perdita di sé, della morte della coscienza. Chi non è attento vive da morto.

“Nessuno cuce una toppa di panno nuovo sul mantello vecchio; altrimenti il rammendo nuovo tira sul vecchio e si ha uno strappo maggiore. E nessuno mette il vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri. Ma a vino nuovo, otri nuovi” (Mc 2,21-22). Per questo motivo all’Italia è indispensabile una nuova Costituzione; non si può infatti edificare qualcosa di realmente nuovo se l’involucro esterno è sempre il medesimo da sessant’anni.

Un partito che sia davvero portatore di nuove idee, non può cercare un “posizionamento sul mercato” alla stregua di un’azienda. Esso deve avere bene chiaro il suo senso nella società – perché esiste e qual è la sua utilità per il popolo – e concentrarsi unicamente su questa sua missione evolutiva. Il consenso arriverà come conseguenza di questa sua capacità di restare concentrato.

Non è vero che siamo tutti uguali, siamo tutti diversi e dobbiamo sentirci fieri di esserlo. è lo Stato che deve essere uguale per tutti, ma non si può pretendere da noi di diventare tutti uguali per favorire il compito dello Stato, perché questa si chiama “uniformazione”, è una democraticità forzata che mira all’appiattimento verso il basso delle coscienze: una massa di burattini dove nessuno si distingue, nessuno osa spiccare sugli altri.

Il livello di responsabilità e la velocità con cui rispondiamo alle avversità della vita sono molto più importanti delle avversità stesse. Nel prenderci la responsabilità per quanto ci accade e nel trovare velocemente la soluzione – anziché stare fermi a lamentarci – dimostriamo la maturità del vero cittadino.
Questo nuovo tipo di essere umano consente la crescita del PIN.

Non siate dispersivi nell’usare le vostre energie. Non cominciate troppe cose senza finirne una, altrimenti vi sentirete disorientati. Intraprendete un’attività e portatela fino in fondo, finché non vedete i risultati. Un petroliere non smette di scavare dopo pochi metri, per poi iniziare un altro scavo cento metri più avanti.
Egli scava nello stesso punto finché non trova il petrolio. E a chi sa scavare sono sufficienti pochi metri quadrati di terreno per diventare ricchi, mentre altri, che hanno a disposizione migliaia di ettari ma li
percorrono in superficie, rimangono nella miseria.

Gli sforzi che facciamo per migliorarci o per migliorare la società non sono mai inutili, non restano mai senza conseguenze. Non pensate mai “Io non sono famoso e nessuno si accorge di quello che sto facendo”, perché se la vostra attività è condotta senza fini egoistici ed è priva di aspettative, questa purezza d’azione si riverbera nell’aria e influenza coloro che sono pronti a ricevere il messaggio, i quali si sentiranno spinti a fare altrettanto.

Ciò che fa grande un essere umano non è la quantità di libri che ha letto o il numero di conferenze cui ha assistito, ma quanto è riuscito a fare nella pratica per cambiare il mondo che lo circonda. Non quanto sapeva, bensì quanto ha agito, verrà ricordato di lui. Non quanto ha scritto sull’amore, ma quante carezze ha fatto. Non quanto ha parlato di libertà, ma quante volte è sceso in piazza per reclamarla.

Il Governo non deve rappresentare il fine, bensì il mezzo. Un partito che sia sostenuto da un’Idea valida sa che il Governo è solo lo strumento attraverso cui produrre il Bene Comune. Il partito stesso non è la causa del cambiamento, perché la vera causa si trova in un numero sufficiente di cittadini che crede fermamente di possedere ancora un futuro e si attiva perché questo futuro venga realizzato. Il PIN si limita a canalizzare questa volontà.

Nel vangelo è scritto che “La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai”. Occorrono più operai. Operai che agiscano in maniera disinteressata, che non abbiano paura d’impegnarsi, d’essere ridicolizzati e nemmeno sconfitti. Siate più audaci nel diffondere le idee a cui tenete. Un operaio che non ha più paura d’essere sconfitto è un operaio invincibile. è così che si compiono le grandi imprese.

Ogni cittadino può aspirare a essere Re, perché la regalità è uno stato interiore, non una condizione sociale. Essere Re significa prendere su di sé la responsabilità per quanto accade in una nazione; e ognuno di noi, in qualunque momento può farlo. Non quando impartiamo ordini, ma quando raccogliamo una bottiglia rotta dal marciapiede e la buttiamo nel cestino… allora prendiamo su di noi la responsabilità. Essere Re significa essere al Servizio.

Con le nostre azioni dobbiamo testimoniare l’esistenza d’un valore superiore al mero attaccamento alla vita. I soldi per pagare le bollette e l’affitto, i nostri problemi di coppia, i problemi familiari e la salute…
vengono ogni giorno subordinati alla nostra fede in una nuova Visione, che ci fortifica e ci dà la forza per andare avanti. Noi viviamo davvero perché crediamo ancora in qualcosa; non ci trasciniamo nella quotidianità sperando di arrivare a fine mese.

La nostra politica non è urlata, poiché si rivolge a chi già mostra sensibilità verso le nostre idee. La fermezza nel proprio Centro, nei propri valori, fa sì che un uomo irradi intorno a sé le sue idee, le quali attireranno come magneti coloro che gli sono simili. Nella misura in cui è necessario urlare in faccia a qualcuno le proprie idee, vuol dire che queste mancano di forza.

Se il percorso è irto di ostacoli ciò accade perché dobbiamo scavare più a fondo dentro noi stessi. Un grande impresa ci permette di conoscere su noi stessi più di quanto riusciremo a conoscere sull’impresa stessa. L’ostacolo rappresenta unicamente ciò che della nostra psicologia non abbiamo ancora elaborato.
Più ostacoli, più crescita, più duratura la vittoria.

I risultati non corrispondono direttamente ai nostri bisogni emotivi o economici. Corrispondono piuttosto agli sforzi fatti per rimanere focalizzati sull’impresa. Non è infatti importante l’obiettivo in sé, bensì il fatto che noi ci costringiamo a diventare la persona più adatta per quell’obiettivo. Non dovremmo chiederci “Come faccio a raggiungere quell’obiettivo?”, ma “Come faccio a diventare la persona che ci vuole per raggiungere quell’obiettivo?”.

La felicità è un muscolo volontario. Come tutti i muscoli, dobbiamo allenarlo noi e non sperare che qualcuno lo vitalizzi ogni tanto dall’esterno con una scossa elettrica. Quando lasciamo dipendere la sua vitalità dagli stimoli esterni, creiamo una realtà in cui, in assenza di tali stimoli, il muscolo torna a essere flaccido. Quando la felicità dipende unicamente dalla nostra volontà, possiamo edificare una comunità, un partito e un popolo davvero felici.

Non possiamo trasmettere ciò che non siamo, ciò che non sentiamo interiormente. è nello spirito, non nelle parole, che dobbiamo possedere un elemento speciale. E sarà questo elemento che vibra e che irradia, a influenzare chi ci circonda; allora, senza nemmeno dover aprire bocca, faremo nascere in loro il desiderio di muoversi nella direzione in cui noi ci stiamo già muovendo. Gli altri con il tempo si renderanno conto che in
noi c’è qualcosa di luminoso, di caloroso, di vivo.

Quando un cittadino comincia a vedere solo nebbia intorno a sé, ciò significa che sta ricominciando ad acquistare la vista. Perché prima era così cieco da non accorgersi nemmeno di essere immerso nella nebbia! Se un cittadino comincia a notare la nebbia da cui è avvolto il suo Paese… nell’economia, nella politica, nel lavoro… allora c’è qualche speranza che possa un giorno vedere anche oltre quella nebbia.

Perché è così importante il tema fiscale per il Pin? Perché lo Stato per realizzarsi nella sua integrità non ha bisogno di livellare, spersonalizzare, annientare l’individuo e vivere della sua distruzione. Al contrario, se lo Stato è orientato al Bene Comune, si potenzia col potenziamento dell’individuo, della sua libertà, della sua proprietà, della sua iniziativa imprenditoriale. Il rapporto cittadino/Stato deve essere direttamente proporzionale: più l’individuo è felice più lo Stato è felice. Nell’attuale sistema invece tale rapporto è inversamente proporzionale: perché lo Stato sia felice l’individuo deve essere infelice.

Un’autentica democrazia non può essere solo materiale, dove il popolo è visto come “numero”, ma anche esoprattutto spirituale, dove il popolo è considerato portatore di un Ideale per il futuro, che si attua nella coscienza e nella volontà di tutti. Non si può costruire una nazione sana fondandola sulla mera appartenenza geografica, ma su un sentire interiore che rende il cittadino fiero d’essere italiano.

Vivere ogni giorno accanto a persone che ci comunicano slancio, desiderio di agire e amore per ciò che fanno, è di gran lunga preferibile alla compagnia di esseri eruditi come enciclopedie, ma incapaci di risvegliare in noi l’ardore e l’entusiasmo. Una sola fiammata d’amore verso un ideale vale più di mille parole esatte, perché è capace di farci compiere ogni genere di sacrificio e superare qualunque ostacolo materiale.

Il PIN propone una flat tax con aliquota fissa al 15%. Questo significa che tutti pagano il 15% di quanto guadagnano (sistema proporzionale). Nell’attuale sistema progressivo invece la percentuale d’imposta sul reddito (l’aliquota, appunto) anziché restare fissa, cresce con il crescere del reddito (23% – 31% – 45%). In altre parole significa che più ho successo, più guadagno, più vengo progressivamente punito. Un ottimo disincentivo alla crescita della nazione.

La libertà è collegata a concetti come Volontà e Responsabilità, che riguardano l’individuo, non lo Stato. La bizzarra idea che la libertà ci possa venire regalata dall’esterno, da un sistema di governo piuttosto che un altro, non solo è falsa, ma ci costringe a una sottile sottomissione rispetto a chi è al potere, e inoltre ci distrae dalla ricerca della libertà psicologica, l’unica che può davvero cambiare le cose. Poiché un popolo di schiavi non può che cercarsi un padrone.

Un’autentica democrazia non si può fondare sul monopolio del capitalismo finanziario, su una dittatura europea che non rappresenta una libera espressione della volontà popolare, sull’assenza della sovranità monetaria, sulle clientele e sulla corruzione oligarchica. Uno Stato che vampirizza i suoi cittadini nascondendosi dietro il paravento di una crisi economica, non può dirsi in alcun senso democratico, in quanto non sta lavorando per il Bene Comune.

Noi non facciamo politica. Se facessimo solo politica non avremmo la forza per fare tutto quello che facciamo senza alcuna remunerazione. Noi siamo i seguaci di un’Idea; noi siamo l’avamposto di un Nuovo Mondo. Nel fuoco di questa Visione bruciamo senza mai consumarci e, interamente guidati da essa, la serviamo sino all’estremo delle forze. Per noi non esistono sconfitta e capitolazione, giacché la Visione di cui noi siamo gli strumenti materiali è invincibile in se stessa, in quanto eterna.

Qualunque cosa tu faccia o qualunque cosa cerchi di vendere, ricordati che non puoi piacere a tutti e addirittura sarai odiato da qualcuno. Tentare di piacere a tutti in maniera indiscriminata significa svilire l’Idea di cui si è portatori. Solo ciò che è privo di personalità può piacere a tutti. Ma qualunque idea che conti davvero non può mettere d’accordo tutti, anzi, crea entusiastiche adesioni o viscerali contrapposizioni.

La felicità deve precedere il raggiungimento del successo e della ricchezza, non seguirlo. La felicità attira il successo, non ne è l’effetto. Altrimenti, dovendo dipendere da condizioni esterne, rischiamo che essa non arrivi mai. Felicità significa saper vedere l’opportunità di cambiare la propria vita, dentro l’ostacolo della crisi.

Non si tratta di convincere qualcuno a venire dalla tua parte, ma di mostrarti per quello che sei in modo da piacere tanto a pochi. Non stiamo portando avanti un lavoro di evangelizzazione delle masse, ma facciamo il possibile per farci notare da quei pochi che sono già del PIN e ancora non lo sanno.

I politici non parlano più di politica. Ormai è solo una gara a difendersi dalle accuse reciproche. Si vantano di non aver mai rubato… come se fosse un punto di merito nel loro curriculum! Ma un Paese che non è governato da leader sognatori, con una grande Visione politica, è un Paese senza futuro. Tecnici e burocrati non possono rendere grande una nazione, possono al più posticipare la sua fine.

Il discrimine non è più tra fascisti e comunisti, ma tra chi si è accorto della presenza d’un’oligarchia che porta avanti un progetto di dominio uniformante e globalizzante – che vuole ridurre gli uomini a unità numeriche – e chi invece non si è ancora accorto di nulla e vive nell’illusione che la sinistra o la destra un giorno ci regaleranno la libertà.

La felicità è nostra piena responsabilità. Non ce la può regalare lo Stato né nessun altro. La felicità può cominciare dovunque e comunque perché non ha nulla a che fare con le cose che abbiamo, il posto dove siamo o con chi stiamo. La felicità arriva quando decidiamo di essere felici indipendentemente da ciò che accade intorno a noi.

Il Partito Italia Nuova non pensa più al cittadino come a una particella, un numero, quasi un’astrazione, come si è sempre fatto fino a oggi; ma lo considera l’unico vero protagonista della rinascita nazionale. Il PIN può fare questo solo poiché l’essere umano di oggi finalmente comincia a pretendere che venga rispettata questa sua dignità. Il PIN esiste perché le persone lo hanno chiamato.

Non abbiate paura di non essere capiti quando parlate del PIN alle persone. Scoprirete che quello che avete più paura di condividere con il mondo è proprio ciò che il mondo aspetta con maggiore ansia. Se condividete qualcosa affrontando una vostra paura profonda, il mondo vi ricompenserà dandovi quella libertà che cercavate. Siate sempre gli apripista: massimo rischio equivale a massima libertà interiore.

“Prima vi siete rifiutati di credere che esistesse una reale minaccia, poi vi siete fidati ciecamente dell’Imperatore, ora scaricate la responsabilità sugli scienziati. Vi siete sempre affidati a un’autorità o al passato, ma non avete mai contato su voi stessi. è un atteggiamento malato, un riflesso condizionato che blocca ogni vostro pensiero indipendente ogni volta che ci si debba opporre all’autorità. Quando vi verrà il dubbio che l’Imperatore non sia più potente di voi, né gli scienziati più saggi?” (tratto da Prima Fondazione, di Isaac Asimov)

Siamo come coloro che camminano di notte e portano un lume dietro la schiena. Con questo lume non aiutiamo noi stessi, infatti ci apriamo la strada sfidando il buio innanzi a noi, ma facciamo luce a coloro che ci seguono.

Gli altri partiti ci sottovalutano perché credono che quando noi saremo al governo ci dimenticheremo del programma che avevamo intenzione di portare avanti. Essi non riescono a pensare a qualcosa di diverso rispetto a ciò che è sempre stato fatto in passato e sono convinti che anche noi deluderemo le aspettative.
Non hanno capito che per il PIN il governo non è acquisizione di potere, ma unicamente la possibilità di mettere finalmente in pratica una teoria che consideriamo esatta fin d’ora.

Dobbiamo accettare il fatto che un “impiego fisso” non è sicuro, ha sempre rappresentato solo un’illusione di sicurezza. L’unica differenza è che adesso quest’illusione sta divenendo palese a tutti. Tuttavia non si può tornare indietro. I lavori sicuri si stanno estinguendo come i dinosauri per lasciare spazio al talento personale, alla capacità di rinnovarsi… alla fede nella vita che il singolo è urgentemente chiamato a recuperare.

L’antropologa Margaret Mead una volta ha dichiarato: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini attenti e risoluti possa riuscire nell’impresa di cambiare una nazione. Non solo è possibile, ma in effetti è l’unico modo in cui sia mai stato fatto.” Il cambiamento non arriva mai né dalle masse né dalla classe dei governanti.

Ovunque tu vada, tu porti te stesso. E se la tua autostima è bassa, il tuo carattere è debole e sei pieno di paure, non importa quale grande obiettivo tu ti porrai: non accadrà nulla di grandioso. Se invece cercherai di padroneggiare te stesso, con stessa intensità con cui chi sta affogando cerca l’aria, allora per quanti ostacoli ci saranno sulla tua strada, tu saprai che se sei nato per essere formidabile.

Oggi più che mai le persone iniziano a sentire un vuoto interiore e un senso d’insoddisfazione, qualunque sia la loro situazione economica o il ruolo che ricoprono nella società. È un fenomeno che comincia a interessare proprio chi è più sveglio rispetto alla massa inconsapevole. Il problema è che queste persone attribuiscono ancora tale malessere a una mancanza (materiale o affettiva) e sperano che qualcuno o qualcosa verrà a colmarla dall’esterno. Invece questo vuoto può essere riempito solo dando, non ricevendo.
Per esempio, mentre fai volontariato per un’organizzazione trovi un senso alla tua vita, e proprio questo senso riempie il tuo vuoto esistenziale.

Quando lavorate per il PIN state lavorando per qualcosa che si colloca ben oltre le apparenze esteriori. Una nuova idea della società di cui il PIN è unicamente il guscio esteriore. Solo chi riesce a vedere in profondità, oltre le apparenze, può ricavare gli stimoli giusti e dare tutto se stesso in questa missione. Lavorare per il PIN significa possedere una visione multidimensionale della realtà; il PIN è stato ideato da persone che
hanno “viaggiato nel futuro” e sono tornate indietro a dirci cosa possiamo fare!

I governi si concentrano sui tagli e sui programmi per risparmiare. Sono focalizzati sulla gestione della povertà, piuttosto che sul creare l’abbondanza. Ma questo è un gioco molto rischioso. Bisognerebbe dirigere le energie sulla ricchezza e non sulla disoccupazione o sul risparmio. I programmi per la lotta alla disoccupazione conferiscono alla disoccupazione ulteriore energia. Questa è fisica, nient’altro. Si rivelerebbe di grande utilità se i politici si occupassero un po’ di fisica. Arriverebbero allora molto in fretta a riconoscere che, quando si vuole diminuire il numero dei disoccupati, non si deve lottare contro la disoccupazione, ma bisogna piuttosto incentivare la ricchezza dando alle aziende l’opportunità di produrre e alle persone l’opportunità di comprare. I tagli non hanno mai portato nuova ricchezza. Anche il fatto che la ricchezza venga punita (con tasse più elevate) e la povertà premiata (con l’assistenza sociale), non contribuisce né a incentivare la ricchezza né a ridurre la disoccupazione!

La maggior parte delle attività a cui dedichiamo la nostra vita cessa con la nostra morte. Il nostro posto in ufficio o in fabbrica verrà preso da qualcun altro, qualunque sia stata la posizione nella scala gerarchica o l’entità della nostra paga. Ma è possibile restare in vita creando qualcosa che non cessi da un giorno all’altro. A questo dobbiamo mirare se vogliamo andarcene con dignità. Lottare ogni giorno per la realizzazione d’un ideale fa sì che in verità non moriamo mai del tutto, perché una parte di noi continua a vivere in quell’ideale generazione dopo generazione.

In basso, in pianura, polvere e nebbie impediscono una visione chiara delle cose. Il suddito viene trattato come un demente e trattenuto in basso affinché non possa mai acquisire consapevolezza di quanto sta accadendo nella politica e nell’economia di oggi. La prospettiva del PIN non si rivolge al suddito remissivo, bensì al cittadino consapevole, quello che è disposto a lasciarsi alle spalle le nebbie della pianura per le cime elevate, dove tutto appare per come è veramente. Solo da questa posizione elevata egli si accorge di poter essere fautore del suo destino.

Quando nasciamo ognuno di noi è dotato di particolari talenti. La nostra missione non consiste nell’utilizzare i nostri talenti solo per noi stessi, ma anche per il bene degli altri. L’autentica soddisfazione interiore la si può provare unicamente quando qualcuno ha beneficiato di noi. Se credete in un’idea politica utilizzate i vostri talenti per divulgarla. Avete fatto alcune cose buone… è vero, ma è ancora così poco a paragone di tutto ciò che potreste fare su questo pianeta!

Gesù diceva: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Non raccomandava di abbandonare il mondo per volgersi unicamente a Dio. Finché siamo sulla Terra non si può pensare di abbandonarla. Su questa Terra, però, dobbiamo soltanto posare i piedi, mentre la testa va tenuta nel Cielo, il che significa mettere saggezza e amore in tutte le nostre attività. È necessario vivere la vita terrena prendendo esempio dagli alberi: ancorati alla terra eppure proiettati verso il Cielo.

Una causa come quella portata avanti dal Partito Italia Nuova ci chiede di donare il nostro Cuore. Invece noi spesso rispondiamo: “Non posso. Il mio cuore è già occupato, l’ho dato ad altri. Ho una moglie, dei figli, un lavoro, abitudini di cui non posso fare a meno…”. Mille motivi c’impediscono di gettare il nostro Cuore in una causa giusta, semplicemente perché abbiamo paura di perdere ciò che abbiamo già. Ma, paradossalmente, è proprio rifiutando di abbracciare questa causa che stiamo perdendo il nostro futuro.

“Noi non ci battiamo per i soldi; noi ci battiamo contro il Sistema, quel Sistema che uccide lo spirito dell’uomo. Noi dobbiamo fare da esempio per quei morti viventi che strisciano sulle autostrade nelle loro infuocate bare di metallo; noi dimostriamo con la nostra opera che lo spirito dell’uomo è ancora vivo.”Badhi (Patrick Swayze) dal film Point Break

Anche se siamo costretti a lavorare in condizioni difficili, dobbiamo fare in modo che tali condizioni non diventino determinanti. O meglio, che lo diventino nella misura in cui ci spronano a fare di più e meglio. Se non possiamo avanzare e non vogliamo indietreggiare, la soluzione non è lasciarci paralizzare, bensì scendere in noi stessi e usare le condizioni difficili per mettere alla prova le nostre capacità. Se nulla mai ci disturbasse, rimarremmo alla superficie delle cose; invece, nell’isolamento e nella difficoltà siamo obbligati ad abbandonare la superficie per cercare la Forza nel profondo di noi.

Chi non si sente attratto dal Sole, dalle sorgenti e dagli alberi maestosi? A questi esempi dobbiamo ispirarci, affinché chi ci circonda sia attratto da noi e voglia lottare per la nostra stessa causa. Il PIN è una vetta che
spicca al di sopra dell’odierna desolazione politica. Anche se volessimo fuggire su un altro pianeta, verremmo inseguiti dall’amore delle persone fin lassù, poiché da noi emana una luce, e la luce è proprio ciò di cui gli esseri umani hanno più bisogno in questo momento.

Spesso si giunge alla saggezza solo dopo aver attraversato le più grandi difficoltà. La saggezza di un essere parla di tutte le esperienze che egli ha fatto, di tutte le sconfitte che ha subito e di tutte le vittorie che ha riportato. Nello sguardo del saggio si legge la certezza che con la fede, con il lavoro e con il tempo, si trionfa su tutte le resistenze. Anche se egli porta sul suo volto i segni lasciati dalla sofferenza, ciò che domina in lui è la presenza di una luce, qualcosa di profondo, di segreto che risplende e funge da guida per chi vuole
percorrere la stessa strada.

Non sta scritto da nessuna parte che si debba vivere nella povertà o che la povertà sia un valore. Ma occorre considerare il denaro come un servitore, mentre invece per molti il denaro è ancora un padrone: costoro lo mettono nella propria mente, anzichè accontentarsi di metterlo nel portafogli. A questo punto è il denaro a governare le azioni di queste persone, dando loro pessimi consigli. Quando invece lo si considera come un servitore, può essere utilizzato con discernimento per raggiungere i proprio obiettivi o aiutare altri a raggiungere i loro.

Quando il PIN dice che “Tu sei la chiave” compie un atto artistico; potremmo addirittura chiamarlo un atto poetico, ossia qualcosa che dischiude il Cuore oltre che rivolgersi alla mente. In un mondo dove fa comodo delegare all’esterno colpe e responsabilità, il Partito Italia Nuova ti dice con affetto ma con determinazione che sei tu il responsabile finale della tua felicità o della tua infelicità. Non è forse poesia per le orecchie di chi sa ascoltare? Il PIN ti rimette in mano il tuo regno. Chiediti se sei pronto per questo ribaltamento di prospettiva… e agisci di conseguenza.

L’attuale scuola non è un luogo dove puoi fare vere domande e ottenere vere risposte, bensì il posto dove viene periodicamente verificato se sei in grado di ripetere fedelmente ciò che ti hanno insegnato. La capacità di ragionare viene quotidianamente mortificata in favore della memorizzazione. Questo fa sì che la naturale attitudine a porre domande e indagare la realtà si tramuti presto nella piattezza del “pensiero di massa”, evitando così che tu possa costituire in futuro una falla del Sistema, un punto interrogativo vivente… ciò che in realtà dovrebbe essere un individuo.
Per questo motivo il PIN si batte per un nuovo sistema scolastico.

Ricordiamoci che l’Europa è il “vecchio continente” – anche dal punto di vista della coscienza è il continente più maturo, che dovrebbe fare da guida per il resto del pianeta – per cui è normale che la battaglia finale si combatta qui: se si vuole provocare un effetto nel mondo, è in Europa che deve essere messa in atto la causa. E più precisamente dove? Proprio in Grecia e in Italia. In questi due Paesi sono nate la filosofia, la cultura e la civiltà occidentali. Per questa ragione i disperati segnali che arrivano da questi due Paesi sono da tenere in grande riguardo.

Dobbiamo dare il meglio di noi anche quando i tempi non lo richiedono, anche quando per sopravvivere è sufficiente la mediocrità. Dobbiamo ricercare l’eccellenza anche quando osservando la televisione sembra che oggi sia la mediocrità a regalare il successo. Ma il successo che si ottiene dando alle masse ciò che esse vogliono è effimero, mentre l’esempio eccellente, anche se non riconosciuto dai contemporanei, lascia un segno indelebile che sarà apprezzato dalle generazioni future.

Vi siete mai chiesti perché i primi della classe quasi mai successivamente diventano i più realizzati nella vita? Solitamente ottengono il classico “buon posto di lavoro”, talvolta anche ben pagato, ma non sono mai quelli che realizzano obiettivi straordinari. È dimostrato che i primi della classe non sono praticamente mai quelli che poi davvero si distinguono dalla norma. Mentre fra gli uomini di successo ci sono un sacco di ex studenti cacciati via dalle rispettive scuole. A scuola si può imparare solo il passato, ciò che è già vecchio e superato, per questo motivo essere bravi a ripetere le nozioni del passato non è sinonimo di successo nella vita.

La sensazione di fatica dipende molto dallo stato interiore con cui si fanno le cose. Lavorate per ore con amore e non proverete alcuna fatica; ma se lavorate anche solo pochi minuti nel malcontento, provando la sensazione di voler essere altrove, allora vi sentirete sfiniti. Ciò che fate senza amore vi logora, vi mina, quindi non stupitevi se in seguito non avete più risorse. Quando lavorate senza passione, è come se introduceste in voi del veleno. Anche se ci sono delle mansioni che non amate, ma dovete completare comunque, trovate almeno una ragione per sbrigarle con amore, onde evitare gli effetti negativi della lamentela.

Siamo pazzi perché vogliamo vincere. Puntiamo all’impossibile, perché abbiamo dimenticato dove finiscono le nostre capacità e proviamo a realizzare qualcosa che è fuori dalla nostra portata. Per questo motivo ciò che facciamo è sicuramente difficile, ma d’altronde se fosse già alla nostra portata non servirebbe né a noi né all’umanità. Avete mai sentito di un atleta che punta a fare un tempo che ha già realizzato altre volte? Se vuole crescere deve mirare a ciò che per lui, adesso, è ancora impossibile.

Se desiderate sinceramente aiutare gli altri, evitate di criticarli e non fate loro la morale, ma iniziate col migliorare voi stessi. Perché lavorando su se stessi, si lavora anche sugli altri. Gli altri si accorgono che possedete delle qualità che essi non possiedono, ed è il vostro esempio vivente che li migliora, perché comprendono i vantaggi che trarrebbero nell’imitarvi. Mentre coloro che si focalizzano sui difetti e sui vizi degli altri, è come se attirassero su di sé i difetti di cui parlano. Per questo motivo il PIN parla poco delle mancanze degli altri partiti, ma lavora molto sull’esprimere le proprie qualità.

Prima di gettarvi in un’avventura, in particolare se di carattere politico, chiedetevi cosa è più importante per voi: piacere agli altri o fare qualcosa di davvero risvegliante? Perché spesso chi compie qualcosa d’importante per la coscienza del pianeta deve mettere in conto che alla maggioranza delle persone non risulterà simpatico. Siete in grado di sopportare il disagio derivante dall’essere percepiti come “fuori dalla norma”? Perché solo in questo modo si cresce rispetto alla norma.

Non si può trovare nulla esteriormente che non sia stato prima trovato interiormente: è una legge. Sì, perché quando si incontra qualche cosa all’esterno, e non la si è già scoperta interiormente, le si passerà accanto senza vederla. Per tale motivo non tutti sono ancora in grado di scorgere il Partito Italia Nuova e le nuova energia che veicola. Per molti il PIN non esiste perché ancora non hanno preso radice in loro determinate idee che ne consentirebbero la scoperta. Ma è solo una questione di tempo.

Spesso la gente non osa comunicare le proprie idee per paura che gli altri le trovino stupide o troppo stravaganti rispetto al contesto. “Avete belle idee, anche condivisibili – si dice spesso del PIN – ma non sono giuste per l’ambiente della politica italiana, sono troppo diverse!”. Forse è vero, ma è la politica italiana che, se vuole sopravvivere, deve adeguarsi a questo nuovo punto di vista, non noi alla politica italiana.
Forse ci sbagliamo, forse stiamo vagando nell’ignoto, ma il risultato potrebbe essere molto più sorprendente rispetto a quando si procede sicuri di essere nel giusto.

Ogni essere vivente possiede un grado di libertà che dipende da dove si colloca nella scala evolutiva. Quanto possono dirsi libere le formiche? Eseguono per tutta la vita i compiti per cui sono nate. E nessuna di loro possiede sufficiente libero arbitrio da poter trasgredire a questa legge. Anche fra gli esseri umani vige questa gerarchia: gli individui non sono tutti liberi allo stesso modo, bensì in base alla loro evoluzione interiore, ossia nella misura in cui si sentono responsabili per tutto quanto accade nella loro vita.

Camminare verso il futuro sapendo di essere nel giusto è come camminare all’indietro per dimostrare che il sentiero percorso è sicuro! Ti muovi ma non stai realmente viaggiando. I rischi sono un metro per misurare la validità delle persone, delle aziende e dei partiti. Se io sono un artista e immetto sul mercato un disco simile a tanti altri che ho realizzato in precedenza, sono sicuro che almeno una certa percentuale di clienti lo acquisterà. Se invece concepisco qualcosa che prevede sonorità totalmente differenti, rischio un clamoroso flop… ma rischio anche di creare il disco che rivoluzionerà il mondo della musica.

Noi non cerchiamo consensi, bensì critiche. Sono queste che ci fanno crescere, mettendo in evidenza i nostri punti deboli. Non abbiamo nemici perché i nostri nemici sono in verità coloro che meglio ci mostrano quali sono gli aspetti che possiamo migliorare. Non cerchiamo persone che ci appoggino in ciò che già sappiamo fare, ma persone che ci stimolino a crescere in ciò che ancora non sappiamo fare bene. Avendo noi ben chiara questa filosofia di fondo, succede che chi crede di danneggiarci sta invece inconsapevolmente favorendo la nostra ascesa.

Non aspettare condizioni migliori di quelle in cui sei adesso. Tutti sarebbero capaci di partire con un nuovo progetto se avessero… un budget più alto, collaboratori più efficienti, amicizie più influenti. Ma può essere che le condizioni teoricamente ideali non si verifichino mai e tu resti sempre fermo ai blocchi di partenza. Il bello sta nel provarci Adesso. Col Partito Italia Nuova abbiamo cominciato quando sembrava mancasse ancora tutto. Avevamo solo una Visione di come doveva essere l’Italia del futuro. Eppure oggi abbiamo sedi che si autofinanziano in diverse città italiane.

Avere sempre gli stessi comportamenti sperando che il risultato cambi è segno di squilibrio mentale. Ciò riguarda la nostra vita privata così come la vita di uno Stato. Se vogliamo che il destino della nostra nazione cambi realmente dobbiamo avere il coraggio di manifestare idee di non facile assimilazione e compiere atti inconsueti. Non abbiate paura di divulgare idee spiazzanti, non lasciatevi frenare dallo sguardo stupito delle persone. Quello sguardo è segno che le state colpendo nel profondo e le vostre idee sono davvero valide.

Non abbiate timore di sbagliare. Abbiate timore di non fare. Solo chi non fa non sbaglia. Dovrebbe essere punito solo chi non dimostra iniziativa, non chi sbaglia perché ci ha provato. La filosofia del PIN è quella di chi getta il proprio Cuore oltre l’ostacolo, si avventura nell’inesplorato… e in questo territorio per forza di cose si rischia l’errore. Ma la ricompensa per essersi spinti oltre la soglia di sicurezza è grande: la vittoria sulle proprie paure. Infatti chi ha lavorato per il PIN, se lo ha fatto impegnandosi oltre il suoi limiti, in seguito diventa capace di affrontare qualunque situazione.

La vera Politica – ci insegnano gli antichi – non si fonda sul programma, bensì sul “credo politico”, ossia su una Visione ampia del futuro. È questo che accende i Cuori delle persone e le induce a sognare una nazione migliore. Un governo di successo è più simile a una religione che a un ufficio di contabilità aziendale. Leggi, decreti e provvedimenti, per quanto esatti sulla carta, non lasciano spazio al sogno. Le persone non
esaminano, calcolatrice alla mano, se i numeri sono giusti, ma sentono nel Cuore se possono seguire un dato leader oppure no. L’assenza di un leader chiaramente riconoscibile è sempre stata deleteria per qualunque forma di governo, perché il popolo, non più spronato a raggiungere un obiettivo elevato, si deprime. D’altra parte, la conseguenza dell’avere decine di milioni di persone che ricominciano a sperare concretamente in un futuro prospero, non può che produrre come risultato un futuro prospero.

Il nostro obiettivo non è poter dimostrare di avere ragione, perché è come costruirsi dei piedi di cemento. La conoscenza certa, razionalmente dimostrabile, viene dal passato, per cui è sicura, ma è anche datata. È l’antitesi dell’originalità e del cambiamento. Allora a un certo punto dobbiamo scegliere: restare nel conosciuto, dimostrabile e accettabile da tutti, ma rassegnarci al fatto che in Italia la situazione non muterà mai radicalmente, oppure avventurarci nell’imprevedibile, spinti da una Visione che appartiene al Cuore, ma rischiando di essere seguiti, almeno per ora, solo da pochi coraggiosi. A voi la scelta.

Vuoi gridare che in questi anni c’è una grande svolta evolutiva? E a chi lo gridi? Alle masse della “specie madre”, che non possono vivere senza essere mandria, e venerano i capi, e odiano i diversi? Lascia perdere.
Adesso puoi solo occuparti della tua personale lotta con l’Autòs. Semmai, puoi agire soltanto (soltanto! e non anche) con l’esempio: “Io parto, ciao.” E se qualcuno ti chiedesse dove vai: dà quella risposta famosa:
“Vieni e vedrai”, l’ultima frase che Gesù disse prima di dar retta a chi voleva che insegnasse alla gente.