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La riforma economica del PIN: INVIDIA vs. SCOPO

Pubblicato da il 1 Lug 2014 in Le Idee | 9 commenti

La riforma economica del PIN: INVIDIA vs. SCOPO

L’idea economica del Pin si fonda su questo enunciato: “tutti più ricchi e, a seconda dei propri scopi, ancora più ricchi”. La ricchezza, prima che la quantità di denaro in nostro possesso, è soprattutto la determinazione e la forza che siamo disposti ad impegnare negli scopi che vogliamo raggiungere in questa esistenza. Obiettivi che appaghino prima di tutto il nostro animo, il nostro star bene interiore, che ci soddisfino pienamente e ci rendano fieri dei nostri risultati. Quest’idea si trova esattamente agli antipodi rispetto al pensiero dominante dell’epoca attuale, giunta ormai alla sua fase terminale, che invece vuol far credere che la povertà sia una condizione insormontabile per alcuni “sfortunati” ai quali non rimane che  invidiare o cercare di togliere più che possono ai “fortunati” più ricchi. Questo è un concetto su cui si è fondata la lotta ideologica del ‘900. Una lotta che abbiamo creduto fosse solo esterna, ma che nella realtà avveniva molto più interiormente. Occorre Accorgersi che la Società attuale, nel suo insieme, è la proiezione del pensiero dominante di moltissimi individui: cercare un modo per difendersi dalle insidie esterne attraverso l’accumulo di energia-ricchezza. È una spinta primitiva. Accumulare molta legna e molto cibo significava per l’uomo primitivo avere la sicurezza di affrontare più serenamente gli eventi esterni, oltre che evitare il prolungarsi della fatica nel tempo successivo e la possibilità di godersi un maggiore riposo. Nella caverna, però, l’uomo primitivo non avrebbe resistito a lungo senza far nulla e con il passare del tempo ha elaborato nuovi obiettivi. Questa spinta naturale a creare, a spingersi oltre, è una caratteristica tipica dell’Uomo che tende sempre all’evoluzione. Quell’Uomo nella caverna, anche se avesse ricevuto dagli Dei tanta legna e tanto cibo per non doversi più preoccupare di andare a caccia, non sarebbe rimasto a lungo senza far nulla. Si direbbe oggi che sarebbe morto di noia. Eh si, perché la noia e l’insoddisfazione da sempre uccidono l’Uomo da dentro e lo imbruttiscono. Non è forse ciò che accade a molti individui della nostra attuale Società? Una Società nella quale sempre di più il tempo dedicato al lavoro non ha nulla a che fare con lo svolgimento appassionato di un talento, ma solo un mezzo per poter aver legna e cibo per sopravvivere. Dalla prospettiva di questa condizione diffusa, la ricchezza è considerata un’emancipazione al prolungarsi della fatica che è l’esatta etimologia della parola latina “labor”, da cui lavoro. Moltissimi individui oggi svolgono un lavoro che non c’entra affatto con il loro scopo – anzi spesso non sanno neppure quale sia – perché sono stati cresciuti con il tarlo infilato nella loro mente, riassunto nel popolare proverbio “l’erba voglio non cresce neppure nel giardino del Re”. Quel “voglio” era stato identificato come egoismo, ovvero un atto volontario di sottrazione e non di addizione. L’assunto era: “se vuoi qualcosa per te, di sicuro toglierai qualcosa ad un altro”. Non si era minimamente presa in considerazione l’idea che il raggiungimento di una piena soddisfazione individuale si sarebbe tradotta in una piena soddisfazione collettiva. La frustrazione del singolo aumenta la possibilità di tensioni sociali e divisioni, e questo è ciò di cui si nutre l’attuale Sistema. La rabbia generata dall’individuo contro se stesso darà energia all’arma con cui viene piegato. Egli crede che quella rabbia sia rivolta contro l’esterno perché, se sapesse...

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Prodi: Una Moneta Unica Mondiale

Pubblicato da il 18 Giu 2014 in Le Idee | 7 commenti

Prodi: Una Moneta Unica Mondiale

Ecco come Romano Prodi, padre dell’Euro in Italia, vedeva già nel 2009 il futuro della Finanza Globale: una Moneta Unica Mondiale. Il progetto che potrebbe realizzarsi tra una decina d’anni può contare sulla naturale predisposizione dei Popoli alla schiavitù. È un’inclinazione naturale che chi governa i processi evolutivi delle Società/Civiltà su scala planetaria ben conosce. Le cosiddette persone comuni tendono a rimuovere e trasferire in apposito “altrove” nel cervello tutte le informazioni che rappresentano una minaccia a cui non credono di avere la possibilità di reagire. Questa rimozione avviene quando il cervello smette di elaborare i Pensieri della Coscienza, e li sostituisce con “preoccupazioni” ovvero coazioni a ripetere automatiche prive di ogni discernimento dell’animo. In realtà il cervello tende per predisposizione a funzionare a “risparmio energetico” e affrontare un pericolo seppur reale, ma non percepito come imminente è uno spreco di energia ritenuto non necessario. Su questa base si fonda il sempre maggiore distacco e disinteresse degli individui agli avvenimenti circostanti percepiti come minacce a cui si crede di non essere in grado di reagire. La maggior parte degli individui si comporta così come l’orchestra sul Titanic che affonda. Continua a suonare. Questo atteggiamento è all’origine del fatto che nella storia dell’Umanità c’è sempre stata una casta o più caste dominanti su un gran numero di individui. Queste “caste” sono rappresentate da gruppi di individui che contrappongono alla naturale predisposizione della mente ad agire per schemi la forza della Coscienza. Era ciò che facevano i sapienti della Demos in Grecia. Usavano il Potere (kratos) della Coscienza per condizionare i processi della Polis. Quella per loro era “democrazia”. Oggi la democrazia è invece solo un ologramma. Coloro che stanno lontano dalla politica giustificando la loro ignoranza e inettitudine, con la frase “tanto sono tutti uguali” oppure “tanto io cosa posso fare” purtroppo sono migliori complici di questo Dominio. La libertà come la sovranità hanno un costo, richiedono un dispendio di energie che non tutti sono disposti ad impegnare. Tuttavia in ogni epoca avviene che gruppi sempre più estesi di individui ad un certo momento, soprattutto perché il loro “altrove” è ormai pieno, invertano la naturale predisposizione ad essere dominati. Forse è proprio questo il tempo giusto. Ve la sentite? Voi che nutrite ancora la voglia di vivere come esseri Umani e non come schiavi pensate valga la pena impegnare le vostre energie per contrastare la naturale predisposizione del cervello a ripetere le cose sempre uguali tutti i giorni con il risultato di sentirvi comunque sfiniti ma senza gioia? Se avete il Coraggio di Vivere un’esistenza autentica allora mettete in moto la forza della vostra Coscienza, date vigore alle idee con le quali vi sentite più in sintonia e partecipate!! Non importa sotto quale simbolo, ma cercate di Accorgervi di quello che vi sta accadendo attorno e DITELO A TUTTI! A chi non si interessa di Politica, ovvero rinuncia ad esercitare la propria Sovranità con cognizione di causa, dico questo: voi potete non occuparvi di Politica ma la politica si occuperà sempre di voi. Link al sito di Romano Prodi :...

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Lavoro, ultima frontiera. Il Pin con i Tassisti e i lavoratori di Alitalia

Pubblicato da il 12 Giu 2014 in Le Idee | 8 commenti

Lavoro, ultima frontiera. Il Pin con i Tassisti e i lavoratori di Alitalia

Il buon costume nazionale induce gran parte degli italiani a volersi male, soprattutto a voler male a quel poco che resta di mercato interno della produzione di beni e servizi. Toto Cutugno in una sua vecchia canzone, cantava che gli italiani soffrono di esterofilia cronica, di tempo ne è passato da allora e non sembra sia cambiato granché. Ho l’impressione che alcuni tra loro confondano la sana critica, utile al miglioramento, con l’ostracismo più sfrenato, che serve solo ad agevolare veri e propri assalti pirateschi alla nostra ricchezza nazionale. Secondo il Fondo Monetario Internazionale e secondo gli esponenti della Finanza Globale, l’Italia deve diventare un Paese di manodopera a basso costo, senza più alcun rilievo industriale. L’Italia, scrivono le previsioni delle agenzie di rating, dovrà essere sempre di più simile ai paesi appartenenti al cosiddetto “terzo mondo” del mediterraneo, dove ci si reca solo per una vacanza e dove i servizi strategici e il minimo comparto industriale interno rimasto devono essere saldamente in mano alle multinazionali. La formidabile ripresa italiana del dopo guerra, la realizzazione di una forte industria di Stato nei settori strategici come quello dell’energia, della chimica di base, della siderurgia, era assolutamente imprevista e imprevedibile da parte dei paesi vincitori della II Guerra Mondiale. La crescita dell’Italia come grande esportatore nel mondo non solo di spaghetti, canzoni e vestiti, ha creato una controffensiva lenta e subdola che ha avuto come conseguenza la progressiva distruzione del nostro sistema industriale nazionale e come complice di ció buona parte dell’opinione pubblica. È di questi giorni la cronaca di un’altra svendita annunciata che, per un Paese che possiede il 90% del patrimonio artistico mondiale, segna la totale disfatta nel campo del turismo, ovvero un settore che dovrebbe essere per l’Italia  un vero e proprio sistema industriale. Alitalia infatti, la nostra compagnia nazionale, finisce con tutta la sua flotta e le sue rotte nelle mani del fondo Sovrano degli Emirati Arabi per pochi spiccioli. Dopo una lunga campagna di attacco, avvenuta all’interno e all’esterno del nostro Paese tramite abusi, intrighi e la totale mancanza di un piano di sinergia con il turismo nazionale, un altro pezzo della nostra indipendenza, sovranità e ricchezza viene ceduto con la scusa dei debiti. L’UE vieta gli aiuti di Stato alle compagnie nazionali, peccato però che sia la Francia che la Germania sostengano pesantemente i propri vettori nazionali sotto svariate forme indirette, tra le quali piani di marketing e pubblicità alle proprie mete turistiche. Nessuno peró solleva la questione. Così, con il capo chino, gli italiani completamente ignari delle conseguenze, si vedono sfilare la propria compagnia di bandiera, il vettore che dovrebbe collegare il nostro Paese con il resto del mondo. Arrivano i privati e vedrete che tutto funziona! Sarà di sicuro così. Ma a quale prezzo? Sempre lo stesso: manodopera e contratti a basso costo, quasi 2 mila licenziamenti, ovvero altre 2 mila famiglie in fila a chiedere il reddito di povertà (vedi ammortizzatori sociali). Reddito che naturalmente dovrà essere pagato dallo Stato attraverso ulteriore debito pubblico, sul quale chi ci guadagna sono le stesse banche e gli stessi proprietari di fondi finanziari internazionali che si sono accaparrati fette di mercato nazionale. Capite l’assurdità? Arrivano i “salvatori” stranieri che comprano Alitalia solo a condizione di lasciare a casa 2 mila persone, le quali a loro volta...

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New Italy Party Proposes 15% Flat-Rate Income Tax to Jump Start the Italian Economy

Pubblicato da il 10 Giu 2014 in Le Idee | Commenti disabilitati su New Italy Party Proposes 15% Flat-Rate Income Tax to Jump Start the Italian Economy

New Italy Party Proposes 15% Flat-Rate Income Tax to Jump Start the Italian Economy

The Italian economy is in terrible shape.  Overall unemployment is 15% of the labor force; youth unemployment (15-24 years of age) stands at 42%.  University graduates cannot find jobs in their fields of study; many are forced to live at home with their parents in crowded apartments.  Manufacturing has contracted 25% since 2007.  Apartments stand empty.  Public debt exceeds 130% of GDP.  Italy’s confiscatory income tax discourages work, saving, investment, and entrepreneurship.  It breeds corruption, tax avoidance, tax evasion, and fosters export of both human and financial capital. A relatively new, youth-oriented political party aims to bring hope and change to Italy’s economy.  On April 6, 2014, in Milan, the New Italy Party (Partito Italia Nuovo, or PIN) held an international conference to present its proposal for a 15% flat tax, which would replace Italy’s current system of steeply-graduated personal income taxes for wage earners and small business owners, and also corporate income taxes.  Before a large audience, Party President Armando Siri explained how Italy’s current income tax system impeded individuals and business enterprises, and how a 15% flat tax would restore Italy’s competitiveness.I was privileged to attend the conference and endorse PIN’s 15% flat tax.  As co-author of “The Flat Tax,” I regard PIN’s 15% flat tax as an important step towards tax simplification and improving incentives for workers and entrepreneurs to improve their lives and businesses.I encourage Italians from all walks of life to learn about PIN’s 15% flat tax and use social media to encourage their friends and neighbors to support this tax reform proposal as an important step to restoring Italy as a land of growth and opportunity. Alvin Rabushka FONTE...

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Comunali 2014 – il Pin ha i suoi primi 2 Consiglieri Comunali!

Pubblicato da il 28 Mag 2014 in Le Idee | 9 commenti

Comunali 2014 – il Pin ha i suoi primi 2 Consiglieri Comunali!

Carissimi, GRAZIE A TUTTI!! Abbiamo i risultati della nostra partecipazione alle elezioni comunali 2014 e siamo fieri …

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Grazie, sempre più Pin!

Pubblicato da il 23 Mag 2014 in Le Idee | 12 commenti

Grazie, sempre più Pin!

Carissimi, ringrazio tutti voi per il vivace interesse dimostrato nel commentare, ciascuno con le proprie buone ragioni, il punto di vista del Pin sulle prossime elezioni europee. Penso che, chi intende dedicarsi alla politica attiva, debba essere preparato e disponibile al confronto e per questo vi chiedo di attendere le mie personali risposte che ciascuno di voi merita a fronte di quanto manifestato con garbo, ma non senza determinazione. Nulla nella dialettica democratica deve essere trascurato se non la volgarità. Se tutto ciò poi non vi bastasse, qualora foste disponibili, potremmo trovare l’occasione per un pubblico confronto nelle diverse sedi Pin sul territorio. Organizzate e ci sarò! Premetto che come individuo e anche come responsabile di un partito politico non sono perfetto, non sono un santo e  non sempre le mie valutazioni si sono rivelate corrette. Non mi propongo come l’Angelo dell’Apocalisse o per giudicare i vivi e i morti. Per questo sembra esserci qualcun altro sulla scena. Non ho la Verità in tasca, ma la cerco quotidianamente, in silenzio. Ebbene, l’unica cosa che posso affermare con certezza è che non mi stanco mai di farmi domande, per le quali non sempre e non subito c’è una risposta sicura o univoca, e non mi manca la voglia di vivere in prosperità e armonia. Questo è il presupposto del progetto Pin. Non sostengo la visione del “tutti più poveri e uguali”, quanto piuttosto quella del “tutti più ricchi e diversi”. Dove “ricco” non significa necessariamente possedere denaro ma soprattutto concedere a se stessi di Essere quello che non si è ancora. Mi sforzo di non giudicare, se non me stesso per darmi l’occasione di migliorare e quando critico o disapprovo le scelte altrui lo faccio sempre nel massimo rispetto del mio interlocutore. Non cerco capri espiatori, non divido i buoni dai cattivi, non riesco a godere del dolore altrui neppure come ipotetico risarcimento di un male ricevuto direttamente o indirettamente, in passato o nel presente. Io stesso posso aver procurato sofferenza o disagio a qualcuno, magari senza accorgermene. Mi arrabbio, questo sì. Ma poi mi passa perché ho la certezza che in tutto ciò che accade risieda il senso stesso e il significato profondo di ciò che è stato e di ciò che è. Tra di voi esiste chi ha meravigliosamente parlato di apertura del Cuore. Tuttavia è facile aprire il Cuore a chi ci ispira fiducia, ci approva e con cui ci sentiamo già in sintonia. Aprire il Cuore è un esercizio di profonda generosità. È la dimostrazione di non avere paura del nostro lato oscuro, quello che di noi non sopportiamo, ma che vediamo  riflesso nel prossimo. È quel “porgere l’altra guancia” che ci mette di fronte all’enorme difficoltà che abbiamo nell’ accettare come nostri i difetti che poi riscontriamo nell’altro, nella “gente”. Condizione essenziale per aprire il Cuore è il gesto concreto di colui che bussa, altrimenti si rischia di dare le perle ai porci. Non spetta a me fare il processo alle intenzioni, ma la Lega Nord che, come tutti, non è perfetta, ha bussato, ha chiesto, si è interessata, ha dialogato e ci ha aiutato in modo assolutamente disinteressato quando, molto prima di queste elezioni, abbiamo avuto bisogno di autenticare le firme per le proposte di legge di iniziativa popolare. E lo ha fatto quando NESSUNO...

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Grillo, da porta a porta…

Pubblicato da il 20 Mag 2014 in Le Idee | 22 commenti

Grillo, da porta a porta…

“La rabbia che ho dentro mi ha portato a riunire milioni di persone”. (Beppe Grillo a Porta a Porta del 19 maggio 2014). Caro Beppe, ciascuno di noi ha provato rabbia in vita sua, nessuno escluso. Ognuno aveva la sua buona motivazione. Ma non si può rimanere arrabbiati per sempre, perché altrimenti si muore. La Vita chiede a ciascuno di essere vissuta sapendo che ogni sfaccettatura e ogni esperienza che ti propone ha un senso preciso. Non siamo qui per caso. Dunque, caro Beppe ieri sei andato in TV sulla Rai, una vetrina importante che ti sei sicuramente conquistato lavorando dal basso e questo ti va riconosciuto, nonostante tu abbia potuto contare sulla notorietà e la fama che la stessa TV ti ha fornito negli anni passati. Sei andato per chiedere il voto degli italiani, per rappresentarli al Parlamento Europeo. Non guardo mai la TV, ma ieri era un’occasione speciale, perché c’eri tu, e avevo una gran voglia di poter ascoltare ciò che avrei voluto dire io sull’Europa, ciò che credevo ci unisse in questo momento storico di grandi scelte per l’Umanità. Tu sei il megafono e se anche molte cose che escono dalla tua bocca non le condivido, quelle più importanti, quelle sull’Europa, le ho sostenute fin dall’inizio. Hai fatto un gran lavoro di divulgazione e di questo non ti si può non essere grati. Dico spesso che non è un caso che tra molti Pinocchi (individui che mentono a se stessi non volendo vedere al di là del proprio naso) un Grillo parlante è fondamentale per diventare Bambini Veri. Tutti però conosciamo la storia. E forse anche tu. Ed è per questo che ieri, di tutto ciò che avresti potuto dire sull’Europa, non hai detto nulla se non una generica frase: “stracciamo il Fiscal Compact”. Ieri avresti potuto aggiungere al simpatico siparietto con Vespa anche i contenuti.  Avrei voluto che tu spiegassi a milioni di italiani che sono caduti in un inganno e che l’elezione del Parlamento Europeo non è quella dell’organo legislativo (quello che fa le Leggi), perché quelle le fa la Commissione UE e il Parlamento esprime solo pareri. La UE non è una struttura a suffragio universale e democratica, ma un organismo oligarchico non eletto, che si auto-genera. Mi sarebbe piaciuto sentire questa spiegazione senza rabbia, ma con profondo sdegno. Avrei voluto che spiegassi ai cittadini italiani, per la maggior parte ignari di come funziona la BCE, il meccanismo che ci tiene nella schiavitù del debito attraverso lo scippo della Sovranità Monetaria. Su RAI UNO avrei voluto che tu dicessi: “italiani la BCE è una Banca privata come lo è la Banca d’Italia.” Queste cose le sai. Un tempo le dicevi e qualcuno del M5S le dice ancora, ma perché TU, in TV, NON le dici più? Avrei voluto sentirti parlare del MES, un fondo privato, immune, autonomo e indipendente a cui abbiamo dato già 40 miliardi e ne dovremo dare altri 85, per poi chiederli in prestito con gli interessi. Lo chiamano “Fondo Salvastati” e TU sai bene che è invece un “Fondo AffossaStati”. Perché non hai parlato del Trattato di Velsen e del sistema di gendarmeria europea con potere superiore ad ogni polizia nazionale e autorizzato ad intervenire in ogni momento per salvaguardare gli interessi UE (un organismo burocratico privo di legittimazione...

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Elezioni Europee 2014. Dicci la tua!

Pubblicato da il 26 Apr 2014 in Le Idee | 21 commenti

Elezioni Europee 2014. Dicci la tua!

Carissimi, l’avvicinarsi delle Elezioni Europee ci impone una presa di posizione e una riflessione, alla luce dell’impossibilità per il Pin di presentarsi ad una competizione che richiede quasi 300 mila firme autenticate. Come sapete la legge recita espressamente che “in materia elettorale sono esclusi tutti i tipi di facilitazione amministrativa”, che in pratica significa: o avete i consiglieri comunali che vi autenticano le firme, oppure sono cavoli vostri. Qualcuno di voi giustamente penserà che il M5S è riuscito comunque nell’intento. Questo è vero, ma la struttura di Casaleggio e la portata aggregativa e di visibilità di Grillo non sono minimamente paragonabili a quelle del Pin. Il Pin è un partito che non può contare su personaggi famosi e società di Comunicazione internazionali. Per questo è assolutamente indispensabile che ciascuno di voi SAPPIA come funziona la materia elettorale. Il Sistema è organizzato in modo tale da rendere quasi impossibile a gruppi estranei al Sistema stesso la partecipazione alla competizione elettorale. A questo proposito, se volete saperne di più, vi consigliamo di leggere le direttive dell’Ufficio Elettorale del Ministero dell’Interno, le quali non sono appellabili se non con un ricorso alla magistratura che di fatto, comunque, in prima istanza esclude la partecipazione della formazione politica al voto. Cosa fanno i partiti per agevolare la maggiore partecipazione di tutti? Ovviamente niente. Compreso il M5S, a cui abbiamo chiesto di impegnarsi (in realtà lo abbiamo chiesto a tutti) per rendere più semplici le procedure elettorali, ad esempio introducendo la raccolta firme tramite PEC (posta elettronica certificata). Nulla! Una volta arrivati, il loro intento è conservare lo status quo. Fatta questa premessa, il Pin in ogni caso è in grado di partecipare alle meno impegnative elezioni comunali per il rinnovo del consiglio comunale e infatti ha presentato i suoi candidati e le sue liste in diverse città italiane per le elezioni del prossimo 25 maggio. Ma per le Europee? Moltissimi nostri iscritti e simpatizzanti ci stanno chiedendo indicazioni di voto e questo ci spinge a considerare una riflessione che vuole essere il più ampiamente possibile condivisa. Siete d’accordo se il Pin si facesse promotore di un’alleanza e una collaborazione con tutte le forze politiche che chiaramente e autenticamente si dichiarano contrarie all’EUROSISTEMA? Questo per noi è il punto centrale su cui si può sviluppare un’azione comune, un fronte coeso e forte, che sia allineato con chiarezza e lavori ad un’alternativa all’attuale politica monetaria europea, al Fiscal Compact e al MES. Non possiamo rimanere isolati su questo punto essenziale per il presente e il futuro della nostra Comunità, per questo chiediamo a tutti voi una riflessione e il vostro “sentire” in proposito. Se avremo conferma che il buon senso ci unisce tutti e ci induce ad attivarci costruttivamente in questa direzione, cominceremo una serie di consultazioni al fine di trovare, se ci sono, gli interlocutori politici che corrispondono a questa esigenza. Noi andiamo avanti con le nostre forze e manifesteremo con sempre maggiore determinazione i fondamenti della nostra visione politica: una maggiore consapevolezza, collaborazione e responsabilità dell’individuo verso il bene comune, un nuovo modello fiscale proporzionale ad aliquota unica, l’uscita dal Sistema Euro, il ritorno alla sovranità monetaria, l’uscita dal MES, la revoca del Fiscal Compact, una profonda riforma del sistema scolastico, l’elezione diretta del Capo dello Stato con l’istituto della revoca e molto altro...

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Crisi dell’euro e immigrazione selvaggia. L’altra faccia dell’Italia che Renzi finge di non vedere

Pubblicato da il 23 Apr 2014 in Le Idee | 3 commenti

Crisi dell’euro e immigrazione selvaggia. L’altra faccia dell’Italia che Renzi finge di non vedere

La maggioranza degli Italiani sono contrari all’Euro e sono preoccupati per l’immigrazione di massa in un Paese senza lavoro per i giovani. Quasi il 50% degli italiani non sanno per chi votare. Dell’altro 50%: il 32% dice di votare PD, il 23% M5S, il 20% circa Forza Italia, circa il 4,5% Lega, 5% NCD, e circa il 3,5% Fratelli d’Italia. La lista Tsipras sarebbe sotto il 3%. Di queste forze politiche la maggioranza sono fortemente critiche con l’Euro. A questo punto con metà Paese estenuato e disorientato, diciamo pure avvilito, e oltre il 60% dell’altra metà che dice di voler votare chi è contrario all’Euro come si fa a parlare di grande risultato per il PD e per Renzi?? Va bene che la politica è l’arte di non falsare immoralmente il vero per imporre con l’inganno il possibile, ma in questo caso si tratta di una presa in giro davvero grossolana. Renzi invece di ridurre la pressione fiscale alle imprese e alle famiglie, invece di rimettere in circolazione credito e liquidità per generare la ripresa del PIL e la conseguente ricaduta sull’occupazione, non fa altro che proseguire la linea dei suoi predecessori, solo in modo più scaltro e teatrale. Un vero prestigiatore. Uno che ti imbroglia col sorriso, facendoti credere di essere dalla tua parte. Non se ne può più della sua ipocrisia da manuale, e soprattutto non è ammissibile che un partito che rappresenta il 25% di tutti gli elettori possa dettare la linea di Governo grazie agli imbrogli legislativi delle normative elettorali che regalano maggioranze a chi non ce l’ha. I media tradizionali poi non si possono più vedere nè sentire; sono tutti sdraiati a tappetino su un Governo che è tra i peggiori che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni. Il PD è diventato come la Democrazia Cristiana degli anni ’70. Un partito di apparato che conserva se stesso e il proprio potere imparando a farsi scivolare tutto addosso. La DC rispondeva agli ordini degli americani e del Vaticano, oggi Renzi a quelli di Bruxelles. È indicibile il modo con cui Renzi prende in giro gli italiani con i suoi colpi di teatro. Siamo in piena emergenza immigrazione e occupazione e lui che fa? Si inventa la distrazione di massa con la farsa del segreto di Stato sulle Stragi. Come se già non sapessimo come sono andate le cose. Renzi di fronte ai problemi veri glissa e cerca di far ripiombare l’Italia nelle ferite del passato. Vorremmo sapere cosa intende fare per garantire l’inviolabilità delle frontiere prerogativa di tutti gli Stati sovrani, tutti a quanto pare tranne l’Italia. Le nostre coste sono prese dall’assalto da migliaia di disperati che aggiungono disperazione alla già precaria situazione del nostro Paese. Molti italiani, la maggioranza, sono esausti di questo modo di fare. Renzi ci deve spiegare perché se un italiano vuole trasferirsi in Australia gli chiedono certificato penale, estratto conto, professione, curriculum, esami del sangue e svariati altri documenti e invece l’ingresso in Italia per migliaia di disperati è un obbligo a cui dobbiamo sottostare. Ma secondo quali regole, secondo quale buon senso si possono accogliere in Italia e mantenere tutte queste persone e allo stesso tempo continuare a chiedere sacrifici e rinunce ai cittadini dello Stato? Qui la questione umanitaria non c’entra nulla. Qui è emergenza nazionale. Non...

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Se lo sai… Dillo!

Pubblicato da il 21 Mar 2014 in Le Idee | 3 commenti

Se lo sai… Dillo!

Il teatrino di Renzi sui vincoli UE è grottesco. Tutti i dati dei sondaggi relativi alle prossime elezioni europee indicano una fortissima ondata di preferenze alle forze politiche (pochissime ed equivoche) critiche con Bruxelles. Per evitare così il rischio di una deriva anti-europeista BIMBORENZI ha cominciato a far finta di alzare la voce con i suoi compari. Ma non funzionerà. E’ finito il tempo delle farse, adesso siamo al dramma e non c’è niente da ridere. L’Euro è finito. Il rischio però, ancora una volta, è che tutto sia programmato in modo tale da far pagare alle popolazioni il prezzo dell’ennesimo fallimento che arricchisce pochi a scapito di molti. La fine dell’Euro non sarà il risultato dello sdegno dei popoli, troppo poco incisiva è la loro reale determinazione a cambiare, ma saranno proprio coloro che l’hanno creato e che vi hanno speculato che lo faranno saltare per realizzare un altro grosso colpo speculativo. E’ tutto pronto per incendiare la miccia che è stata srotolata da un po’ ai confini orientali del nostro continente. E tutto ancora una volta è stato scritto e realizzato sotto gli occhi dei Cittadini “sovrani” che si chiedono ancora cosa possono fare per esserlo davvero. In fondo non ci hanno mai creduto, ma si sono accontentati di non avere una vera Responsabilità in cambio del “benessere”. Da un po’ di tempo a questa parte però la morsa della tristezza, quest’aria pesante che si respira intorno, non dona pace al Cuore. Cosa fare adesso?  Il miglior modo di agire è il PASSAPAROLA. Fate domande, chiedete in giro: ma tu ti senti bene? Ma tu credi davvero a quello che dicono in TV? Ma tu sai di chi è la proprietà dell’Euro che hai in tasca? Ma tu sai che il nostro Paese dopo l’Euro si è impoverito? Ma tu vuoi davvero continuare a dare fiducia alle forze politiche tradizionali, di qualunque colore siano, che non hanno mai fatto davvero nulla per il bene della nostra Comunità Umana e Sociale?  Provate a farlo. Ma non su Facebook. Fatelo nel vostro condominio, nel negozio dove si fa la spesa, al bar, al lavoro, tra gli amici a cena, dal parrucchiere, dal benzinaio. Se la nostra voce trasmette la nostra Coscienza ogni cosa può cambiare in meglio. Non si può più aspettare. Il Pin ha già cominciato a dirlo con tutta la forza di cui dispone, e tu?  Se lo Sai dillo a Tutti! Armando...

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